Dottrina Landini: venerdì sciopero, lunedì fandonie
Come conferma Landini, più va avanti la campagna referendaria e più diventa evidente come il punto che dà veramente fastidio della riforma della giustizia è il sorteggio dei componenti del Csm. È infatti proprio in questo cambio di modalità di designazione dei componenti dell’organo di autogoverno della magistratura che le toghe si vedono ridimensionato il potere che esercitano attraverso le correnti. Circostanza per la quale l’Anm, il sindacato dei magistrati, è salita sulle barricate. Anche promuovendo comitati referendari per il No e cercando sponda in quanti a vario titolo sono contrari alla riforma. Vuoi per convinzione, vuoi per pregiudizio, vuoi per una politicizzazione della consultazione referendaria che in molti vorrebbero trasformare in un voto sul governo. Ed è forse per solidarietà sindacale che anche il numero uno della Cgil, Maurizio Landini, nel corso di un convegno a Napoli, ha affrontato la questione.
Le stravaganti teorie di Landini
A modo suo. “Perché non sorteggiamo i parlamentari? Perché non sorteggiamo i sindaci? Siamo su Scherzi a parte o siamo in un Paese serio e degno di questo nome?”, è stato il suo spunto di riflessione. Che, a detta di molti giuristi, parlamentari e, in generale, sostenitori delle ragioni del Sì, immiserisce e svilisce il dibattito. Landini, infatti, ha mischiato la lana con la seta. Non è chiaro se consapevolmente o meno. Innanzitutto, per gli incarichi politici elettivi, essendo in una democrazia, non occorrono requisiti particolari. Se non quelli di natura anagrafica e di godimento dei diritti civili. Chiunque può ricoprirli, se ottiene i voti necessari. Per far parte del Csm, sia in qualità di membro laico che di togato, come è ovvio e giusto che sia, occorrono invece dei requisiti specifici.
I requisiti per far parte del Csm
Per i primi occorre essere docenti universitari di materie giuridiche o avvocati con un’esperienza di almeno 15 anni. Per i secondi, essere dei magistrati. In entrambi i casi, bisogna aver vinto un concorso pubblico o superato un esame di Stato. E questa dinamica non cambia passando da un Csm elettivo a uno sorteggiato. Cionondimeno occorrono dei requisiti che, contrariamente a chi decide di far politica, sono indispensabili per esercitare una di quelle professioni che consentono di accedere al Csm. Il che lascia presupporre che tutti i papabili a ricoprire questo incarico ne siano provvisti.
Le polemiche contro Landini sul sorteggio dei componenti del Csm
O Landini crede ci siano magistrati poco preparati e non adeguati non adeguati all’alto compito che sono chiamati a esercitare? Come infatti sostiene Nicolò Zanon, ex giudice della Corte costituzionale e presidente del Comitato Sì Riforma “l’idea che solo il metodo elettivo garantisca la selezione dei ‘migliori’ è offensiva”. E il paragone con la politica non solo non c’entra nulla, ma è del tutto fuori luogo. Lo spiega a chiare lettere Giorgio Mulé, responsabile di Forza Italia per la campagna referendaria, che ricorda come “i parlamentari sono espressione del popolo e trovano la loro legittimazione nel voto dei cittadini, i magistrati chiamati a far parte di un organo come il Csm non devono rappresentare nessuno”.
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