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Esteri

L’Iran colpisce una base Usa in Bahrein e l’ambasciata a Riad

Gli iraniani hanno chiuso lo stretto di Hormuz

di Ernesto Ferrante -


I Pasdaran hanno condotto un “attacco su vasta scala” contro una base americana in Bahrein con missili e droni. Secondo quanto si legge in un comunicato dei Guardiani della rivoluzione citato dall’Irna, le forze navali “hanno condotto un attacco su vasta scala utilizzando droni e missili all’alba contro la base aerea americana situata nella regione di Sheikh Isa, in Bahrein”. “Venti droni e tre missili hanno colpito i loro obiettivi e distrutto il principale posto di comando della base”, sostengono gli iraniani.

Chiudono le strutture consolari degli Stati Uniti

Colpita nella notte l’ambasciata degli Stati Uniti a Riad, capitale dell’Arabia Saudita. “Risponderemo”, ha fatto sapere il presidente Usa Donald Trump. Chiusa l’ambasciata americana in Kuwait “per le tensioni regionali”. In una nota pubblicata sull’account X della rappresentanza si legge: “A causa delle tensioni regionali in corso, l’ambasciata americana in Kuwait sarà chiusa fino a nuova disposizione. Abbiamo cancellato tutti gli appuntamenti consolari ordinari e di emergenza”.

Intanto, nel quarto giorno dell’attacco Usa-Israele all’Iran, le Idf hanno sferrato nuovi raid contro obiettivi nella capitale iraniana Teheran e nella capitale libanese Beirut. A confermarlo su X sono state le stesse forse israeliane parlando di “attacchi mirati effettuati contemporaneamente contro obiettivi militari a Teheran e Beirut”.

La propaganda di Trump

Sconfessando analisti militari e fonti del Pentagono, Trump in un post su Truth social ha assicurato che gli Stati Uniti non hanno alcun problema di munizioni e possono combattere “per sempre”. “Le scorte di munizioni degli Stati Uniti, per quanto riguarda il grado medio e medio-alto, non sono mai state così elevate o migliori – ha rivendicato il presidente – Come mi è stato detto oggi, abbiamo una scorta praticamente illimitata di queste armi. Le guerre possono essere combattute ‘per sempre’, e con grande successo, usando solo queste forniture (che sono migliori delle armi più raffinate di altri paesi!)”.

Hezbollah colpisce le basi di Israele

Si è infiammato anche il fronte libanese. Gli Hezbollah hanno fatto sapere di aver preso di mira tre basi militari israeliane in risposta alle nuove operazioni delle forze israeliane contro obiettivi del Partito di Dio in Libano, anche nella capitale. “In risposta all’aggressione criminale di Israele contro decine di città e località libanesi”, i miliziani libanesi hanno attaccato con droni la base aerea di Ramat David e la base di Meron, nel nord dello Stato ebraico. Dei razzi sono stati sparati contro una base sulle Alture del Golan.

La mossa dell’Iran

Lo stretto di Hormuz “è chiuso” e “se qualcuno tenta di passare, gli eroi delle Guardie della Rivoluzione e della marina regolare daranno fuoco a quelle navi”, ha avvertito Ebrahim Jabari, alto consigliere del comandante in capo delle Guardie della rivoluzione islamica, in dichiarazioni riprese dai media di Stato dell’Iran. Attraverso questa strettoia marittima passa un’ampia quota del commercio globale di idrocarburi via mare, da quando aveva comunicato alle navi la chiusura della rotta di esportazione lo scorso sabato.

Il presidente dell’Enel, Paolo Scaroni, a “Quarta Repubblica” su Rete4 ha evidenziato l’importanza dello stretto. “Da lì passa il 20 per cento del petrolio venduto nel mondo e il 20 per cento del gas venduto nel mondo – ha fatto notare Scaroni – Evidentemente è importante perché questo Stretto che non si è mai fermato, nemmeno durante la guerra tra Iran e Iraq di tanti anni fa, non è rimasto mai bloccato alla navigazione. Oggi è fermo e sono tutti in attesa di sapere cosa accadrà, è un tassello fondamentale per la sicurezza energetica anche dell’Europa”.


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