Cultura & Spettacolo

Marco Ponzi e quelle tinte nere sul giallo

di Redazione -


Un famoso torneo letterario, undici scrittrici emergenti, un terrorista internazionale, un assassino che nasconde due segreti; questo e tant’altro ancora sono gli ingredienti spassosi che troviamo ne: “Le aspirazioni mortali o dei crimini d’autore”, il nuovo, avvincente, romanzo di Marco Ponzi.
«Uccidendo parte della concorrenza, in ogni caso, avrebbe avuto altri avversari da affrontare, non sarebbe bastato il suo sforzo, avrebbe dovuto ucciderli tutti».
La penna affilata, acuta, cordiale e ironica di Marco Ponzi torna dai suoi lettori con un questo nuovo romanzo giallo dalle pennellate fortemente noir: “Le aspirazioni mortali o dei crimini d’autore”, titolo che contiene due giochi di parole tutti da scoprire.
La poco avvenente Magda Ruffini è una giovane donna, laureata in lettere, e il suo sogno più grande è diventare una scrittrice di successo.
La sua determinazione la porta a lavorare per un grosso gruppo editoriale con mansioni di correttrice di bozze e scarsissima soddisfazione, oltre che di responsabile di un torneo letterario indetto dalla stessa casa editrice il cui premio è la pubblicazione del romanzo in gara.
Si trova quindi a correggere i testi di autori che lei considera immeritevoli (calciatori, cantanti, influencer) e vedere quelle stesse persone avere successo coi libri che lei depreca e di cui è costretta a occuparsi.
Frequentando quell’ambiente, si accorge che spesso è l’invidia a muovere le persone e che il merito non viene premiato.
Spinta dalla sua grande ambizione, soggiogata dalla frustrazione e certa di avere talento, ordisce un piano per emergere sfruttando il suo accesso al portale del sito sul quale vengono caricate le opere in concorso.
Ma un primo omicidio le scombinerà i piani.
Un’autrice emergente viene trovata morta ad Anversa e non è chiara la dinamica del delitto.
Altre dieci donne cadranno vittime di una specie di omicida di scrittrici che non lascia tracce.
Il magistrato Ennio Sensi, curiosa figura, e il poliziotto Claudio Marchesi indagheranno sugli omicidi, in maniera informale, sollecitati dall’Interpol che darà loro informazioni vaghe e chiedendo discrezione.
Tra interrogatori, depistaggi rocamboleschi, inseguimenti da grande avventura ed esplosioni improvvise, la verità finalmente emergerà. Ed è una verità che sorprenderà gli stessi poliziotti e anche il lettore. E il perché si intuisce facilmente. Perché la verità non è mai una sola.
E l’invidia, il vizio capitale più improduttivo e incontrollabile, quello che non rimane relegato in un ambito ristretto ma si impossessa dell’anima e della mente di chi ne è vittima, logorandole, cessa solo con la fine di quell’ossessione specifica.
Su questi vizi capitali si regge gran parte della narrazione, con un messaggio che resta impresso nella mente del lettore, istruttivo e antidoto al contempo,ma senza inutili moralismi, vinti come sono dall’intelligenza e dal gusto di ragionare come si deve.
Marco Ponzi costruisce la trama del suo libro in maniera precisa senza lasciare nulla al caso e lo fa partendo proprio dal titolo.
O meglio da un doppio titolo, che, come un gioco di parole, conduce il lettore, già dalle prime battute, in un locus dalla tinte noir.
I contenuti del prologo anticipano ciò che succederà nel corso della narrazione, infondendo in chi legge l’irrefrenabile desiderio di proseguire nella lettera.
Marco Ponzi, classe 1976, è diplomato perito turistico e presso la Scuola Superiore di Arti applicate di Milano.
L’esordio in libreria con il suo primo libro, “Perché diffidare degli assistenti di volo” (Greco & Greco ed. 2011), è autobiografico e illustrato dall’autore stesso. Per le Edizioni Il Foglio, ha pubblicato “L’accento sulla A” (2019), premiato nel 2021 alla Festa del Libro in Mediterraneo. Numerosi suoi racconti e poesie sono presenti in diverse antologie.
Parallelamente all’attività scrittoria, si dedica alla pittura, all’illustrazione e alla fotografia, partecipando a diverse mostre collettive.


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