L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Editoriale

Minori online, bene i controlli ma forse serve anche altro

di Adolfo Spezzaferro -


È in atto giustamente una stretta sui social e sui contenuti che possono finire senza alcun controllo e filtro sugli smartphone dei minori. Ogni giorno ormai sentiamo di Paesi che adottano divieti per i minorenni (ora ci pensa anche l’Austria). Oltre alle inchieste su TikTok, Meta, Temu e Shein, l’Ue ha avviato un procedimento contro Snap per verificare il rispetto del Dsa in termini di sicurezza, privacy, blocchi sull’età e rischi di adescamento, oltre all’esposizione a contenuti illegali e pericolosi. Nel frattempo, la Commissione Ue ha contestato a siti per adulti la mancata protezione dei minori.

E negli Usa sono in corso migliaia di cause legali – un pressing incessante sulle big tech – per accertare le responsabilità per i danni ai giovani. Tutti invocano cambiamenti drastici del digitale. Tutto giusto, per carità. Ma le authority non possono (né devono) sostituirsi al ruolo dei genitori, che sono i “controllori” (primi e) ultimi dei loro figli minorenni. Sono infatti investiti del ruolo di educatori e proprio per questo più che vietare dovrebbero offrire un interesse alternativo ai loro pargoli che scrollano il cellulare.


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