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Murano (Unem) “Sul petrolio previsioni difficili, speriamo che la crisi serva da lezione per l’Ue”

di Italpress -


ROMA (ITALPRESS) – Il petrolio resta una risorsa abbondante e destinata a sostenere ancora a lungo il fabbisogno energetico globale. Lo ha affermato il presidente dell’Unem, Unione Energie per la Mobilità, Gianni Murano, intervistato da Marco Marelli nel corso della format dell’agenzia Italpress “Focus ESG”. “Di petrolio ce n’è ancora tantissimo. Vengono stimati quasi 2000 miliardi di barili in tutto il mondo”, ha affermato Murano.
“Si ipotizza” che di petrolio “ce ne sia almeno per 50 anni” e ha ricordato che “l’era del petrolio non finirà perché mancherà petrolio, ma perché ci sarà qualche altra cosa che lo sostituirà”. Aggiungendo che “quello che subentra sempre è la capacità tecnologica di individuare e estrarre petrolio” e che “questa crescita tecnologica aiuta sempre a trovare nuove riserve sostitutive che vanno a integrare i pozzi che vanno a scemare nel tempo”.
Per il presidente dell’Unem in Italia “In Molise abbiamo sicuramente, insieme a Tempa Rossa in Basilicata, una buona estrazione” e che questa attività “consente di guadagnare in termini economici circa tre o di evitare di spendere circa 3 miliardi di euro l’anno”, pari a “qualcosa che è vicino al 7-8% della domanda nazionale”.
Murano ha inoltre sottolineato che “ci sono altre riserve che possono essere individuate soprattutto nell’Adriatico e lo Ionio”, “sappiamo che esistono, sappiamo che ci sono, ma per tutte le complessità di permitting che abbiamo a livello nazionale non riusciamo a sfruttare. Per il gas abbiamo per esempio un grande giacimento nell’Adriatico al confine con la Croazia. Noi non lo sfruttiamo, i nostri vicini confinanti croati estraggono gas dallo stesso giacimento”.
Murano ha poi richiamato l’attenzione sulla situazione della raffinazione europea, spiegando che “di fatto in Europa c’è stata negli anni una riduzione di raffinerie e quindi si è andati di fatto a ridurre la produzione, in particolare di quelli che noi chiamiamo i distillati medi, ovvero jet, kerosene e gasolio”.
Una carenza che riguarda in particolare il carburante per l’aviazione e il diesel, tanto che “di JET ne mancano 10 milioni di tonnellate che diventano 20 milioni di tonnellate se aggiungo gli UK” e “sul gasolio a livello europeo mancano 20 milioni di tonnellate che sono tantissime. Prima questi distillati li prendevamo dalla Russia e l’Europa si sentiva sollevata. Dopo la crisi russa del 2022 abbiamo pensato di ricollegare la domanda al medioriente. Adesso dopo il cigno nero in Russia e dello Stretto di Hormuz la situazione è molto critica. Ma l’Europa adesso comincia a individuare una carenza nella raffinazione, cosa che noi diciamo da anni”.
Sulla situazione italiana ha chiarito che “Sulla parte gasolio siamo coperti”, “l’Italia è tra i quattro paesi europei che ha una capacità di raffinazione che supera la domanda nazionale”, mentre “sul Jet abbiamo una copertura del 50% circa della domanda, l’altro 50% lo dobbiamo importare. Le coperture per tutto maggio dovrebbero essere assicurate”.
Resta però la questione prezzi: “fare previsioni sul prezzo del petrolio è sempre la domanda delle 100.000 spade”, ha detto Murano, “sono pochissimi quelli che le fanno”. Però “ci auguriamo che questa crisi ci insegni che dobbiamo investire strategicamente e con politiche che possano almeno mantenere la raffinazione così com’è in Europa”
-Foto screenshot Focus Esg-
(ITALPRESS).


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