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Esteri

Netanyahu farà parte del Board of Peace di Trump

Brasile e Germania nutrono dubbi sull'iniziativa trumpiana

di Ernesto Ferrante -


Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ufficialmente accettato l’invito di Donald Trump a far parte del Board of Peace per Gaza. Ad annunciarlo è stato il suo ufficio in un comunicato. Israele si aggiunge così ad Argentina, Azerbaigian, Bielorussia, Ungheria, Kazakistan, Marocco, Emirati Arabi Uniti e Vietnam. Il capo del governo che ha autorizzato le operazioni militari che hanno distrutto l’enclave palestinese, sarà tra i membri del Consiglio per la pace per Gaza che supervisionerà la rinascita della Striscia. Nell’era trumpiana accade anche questo.

Le mire di Donald Trump

Il Board, nelle intenzioni del capo della Casa Bianca, potrebbe sostituire le Nazioni Unite nel porre fine alle guerre. Lo ha detto lo stesso tycoon in conferenza stampa alla Casa Bianca. “L’Onu non è stata di grande aiuto. Sono un grande sostenitore del potenziale dell’Onu, ma non è mai stato all’altezza del suo potenziale. L’Onu avrebbe dovuto risolvere tutte le guerre che ho risolto”, ha aggiunto Trump.

I dubbi di Lula sul Board of Peace

Gli Usa vorrebbero anche la partecipazione del presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva all’iniziativa. Secondo quanto riportato da Cnn Brasil, tuttavia, il governo di Brasilia ha accolto con prudenza l’invito. Fonti dell’esecutivo citate dall’emittente hanno parlato di resistenze all’interno del Planalto, dove prevale la preoccupazione che il Consiglio possa finire per concentrare un potere eccessivo nelle mani del presidente degli Stati Uniti.

La perplessità tedesche

L’adesione della Germania, invece, è “improbabile”, quantomeno “nella sua forma attuale”. A riferirlo è stato il governo di Berlino all’agenzia Dpa. L’esecutivo di Berlino “sostiene, in linea di principio, qualsiasi misura che contribuisca alla pace e alla stabilità nella Striscia di Gaza”, avvertendo che “tali misure devono rimanere nel quadro del diritto internazionale”. Non convince l’idea trumpiana di costruire una sorta di Onu parallela dove, per giunta, occorre sborsare un miliardo di dollari per entrare. A differenza del presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha evitato un approccio più pacato.

L’avvertimento dell’Idf

Le Forze di difesa israeliane hanno affermato di non aver emesso nuovi ordini di evacuazione per i palestinesi nella Striscia di Gaza, ma hanno intimato ai civili di non oltrepassare la Linea Gialla, che delimita il ritiro dell’esercito come parte del cessate il fuoco.


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