Nonno, clicca qui: il web diventa un gioco da nipoti
Il progetto Moige con la Polizia di Stato e l'Anci: avvicinare le generazioni nell'arricchimento reciproco
Chi lo ha detto che il web non è affare per i nonni? Navigare in internet può diventare un gioco da ragazzi, anzi un gioco da fare insieme ai propri nipoti. Già, perché è partito già da qualche giorno un interessantissimo progetto. Si chiama “Nonno, clicca qui”. Nome più azzeccato non si poteva scegliere. Si tratta di un’iniziativa che, grazie alla mediazione delle scuole medie, inferiori e superiori, coinvolgerà adulti e ragazzi. Con i primi, per una volta, nei panni degli studenti. E i secondi, invece, che saliranno in cattedra. Con lezioni pratiche, seguendo il metodo forse più efficace il cosiddetto “learning by doing”, che in italiano vuol dire imparare facendo. Già, perché se la metafora che si è (sempre) usata per internet è quella del mare, per chi vuole imparare a nuotare non c’è altra alternativa che tuffarsi.
Nipoti “maestri” dei nonni per il web
L’iniziativa è stata messa in campo dal Moige, il Movimento Italiano dei Genitori. Con la collaborazione della Polizia di Stato, dell’Anci (l’Associazione nazionale dei Comuni italiani) e grazie al contributo erogato dal Fondo di Beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale di Intesa Sanpaolo. Coinvolgerà circa 4mila nonni che si interfacceranno con 1.600 “nipoti”. Che mostreranno loro come utilizzare il web, usando tablet, smartphone e altri supporti digitali, hardware e naturalmente software. Dai “nipoti”, i nonni digitali impareranno a usare le più comuni piattaforme digitali, le app, i servizi di posta elettronica e inizieranno a spratichirsi nell’utilizzo dei servizi web della Pubblica amministrazione, a cominciare dallo Spid. Nell’ambito del percorso saranno previsti anche dei webinair, ossia dei seminari online che potranno essere seguiti via internet.
Tutti i tranelli del web
Quello di “Nonno, clicca qui” è un progetto importante. Perché assume una valenza sociale che è fondamentale. Innanzitutto perché contribuisce a unire le generazioni, ad avvicinare ancora di più i nonni “analogici” ai nipoti nativi digitali. Ma, soprattutto, perché darà ai senior tutti gli strumenti utili per evitare di cadere nelle tante (purtroppo) trappole di cui è disseminato il web. Gli anziani rappresentano una delle fasce d’età più colpite dai cybercriminali. Che sfruttano la poca, in alcuni casi nulla, dimestichezza degli adulti con le reti digitali. Si sprecano gli allarmi che, con troppa frequenza, si lanciano sulle sempre nuove e “fantasiose” truffe in rete. L’ultima è quella della ballerina. E viaggia su Whatsapp. In pratica, si chiede un voto per favorire una ragazza in un concorso spacciandosi per un amico, un parente.
Alcune delle truffe più recenti
Se si clicca sul link, si finisce poi per consentire ai truffatori di mettere le mani sul proprio profilo intanto “aperto” su un altro pc. L’ingresso si compie cedendo il codice al proprio interlocutore. Che, a quel punto, può mandare messaggi a tutti i contatti della rubrica spacciandosi per l’utente reale. Chiedendo soldi per far fronte a una qualche necessità. “Mi servono 870 euro per pagare il medico”, oppure “Devo saldare col notaio, ho bisogno di 920 euro”. Con la promessa di “restituire tutto entro sera”. Cifre precise, per dare il senso di una richiesta vera e i soliti “problemi alla carta”. Si chiama ghost pairing. E chi paga, oltre a non aver dato nessuna mano all’amico o al parente, ha pure perso i soldi. E poi ci sono le valanghe di annunci troppo belli per essere veri. Che infestano, spesso e volentieri, i social. Accompagnati da video realizzati con l’intelligenza artificiale che danno l’impressione che siano le rivelazioni choc di personaggi famosi a cui vengono messe in bocca parole che non hanno mai neanche sognato di pronunciare.
Gli annunci da evitare
Una gamma vastissima che segue i trend della popolarità e che, nel tempo, ha compreso gente come Piersilvio Berlusconi, Giorgio Armani e persino Sigfrido Ranucci per “investire” in cose che, in realtà, nel migliore dei casi non esistono. E poi ci sono le scam commerciali, le proposte di vendita che riguardano oggetti ritenuti mirabolanti ma che, in realtà, tali non sono. È il caso, per esempio, di tanti (troppi) glucometri digitali: il sogno di tanti pazienti di diabete, spesso anziani, di non doversi più pungere per misurare la glicemia diventa una trappola. E troppi soldi sono stati già sprecati nell’acquisto di paccottiglia inutile spesso e volentieri proveniente dall’Estremo Oriente. Eppure basterebbe una breve ricerca su Google e sui motori di ricerca, vagliando i siti più autorevoli, per accertarsi della veridicità delle informazioni commerciali e per dribblare pericoli, truffe e tranelli.
Un motivo in più per avvicinare nonni e nipoti
E in questo i nipoti possono aiutare i nonni, e gli adulti in generale, a non cadere nelle trappole più comuni. Perché stare sul web non è solo questione di etichetta. Anzi, di netiquette. Ma, soprattutto, un diritto di cittadinanza. Che va esercitato, praticato. In piena sicurezza. Oggi più che mai in un mondo che si va digitalizzando sempre di più. Insegnare ai nonni come usare (e bene) lo smartphone li rende liberi. Perché non avranno più la necessità di ricorrere alla cortesia del vicino di casa o alla disponibilità dei figli per le più piccole (ma importanti) operazioni. Come, per esempio, controllare il saldo del proprio conto corrente. Come diceva il maestro Manzi: non è mai troppo tardi. Per imparare, per crescere. Condividerlo insieme ai propri nipoti, per i nonni, impartendo loro un insegnamento di estrema saggezza e cioè quello di essere sempre pronti ad apprendere, sempre curiosi e sempre aperti al mondo e alle novità, può essere ancora più bello.
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