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Politica

Nordio, al Csm: “Sistema paramafioso”, opposizioni e Anm insorgono

di Monica Marini -


Il ministro della Giustizia Carlo Nordio interviene nel dibattito sul referendum con dichiarazioni rivolte ai membri togati del Csm. In un’intervista al Mattino di Padova, il Guardasigilli ha affermato che all’interno del Csm, tra le correnti della magistratura, esisterebbe “una consorteria autoreferenziale che solo il sorteggio può eliminare“.

“I magistrati iscritti all’Anm sono il 97% – ha detto – una percentuale bulgara. Perché se non ti iscrivi non fai carriera. E quando si elegge il Csm, iniziano le telefonate. E quando un magistrato va davanti alla sezione disciplinare, può trovare chi gli ha chiesto il voto e viceversa. Se non ha un “padrino” è finito, morto”. Nordio ha quindi parlato di “meccanismo “paramafioso”, questo verminaio correntizio”, definendolo anche “un mercato delle vacche”.

Le parole di Nordio sul Csm e le reazioni delle opposizioni

Le dichiarazioni hanno suscitato reazioni immediate dalle opposizioni. Elly Schlein e Giuseppe Conte, insieme ad Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni e Carlo Calenda, hanno criticato il ministro, accusandolo di essere «un irresponsabile» e di aver portato il confronto referendario su un piano di scontro istituzionale, oltre che di aver offeso i magistrati, alcuni dei quali uccisi dalla mafia.

Anche l’Associazione Nazionale Magistrati ha espresso indignazione: “Le sue parole – ha affermato – offendono la memoria di chi ha perso la vita per lottare contro la mafia nel corso della storia d’Italia e mortificano il lavoro di chi, sul territorio, ogni giorno, mette a rischio la propria incolumità personale per contrastare la criminalità organizzata”. Un invito al rispetto è arrivato anche dal membro laico Ernesto Carbone, mentre Enrico Aimi ha invitato a concentrarsi “su una scelta di merito”.

Nel pomeriggio Nordio ha replicato: “Non capisco tanta indignazione scomposta alle mie dichiarazioni. Io mi sono limitato a citare le affermazioni di Nino Di Matteo (…) nel settembre 2019. Di Matteo parlò di “mentalità e metodo mafioso”. Dal Quirinale non sono trapelate reazioni. Il presidente del Comitato società civile per il No, Giovanni Bachelet, ha parlato di “composta costernazione” e ha dichiarato: “Ci penseranno fra poco i cittadini, votando NO al referendum, a mandare a casa, insieme alla sua cosiddetta riforma, il ministro che chiama mafiosi i propri magistrati”.


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