Orsoni, la mafia della Corsica e Crans-Montana
La famiglia Orsoni torna al centro della scena pubblica con una violenza che l’isola sperava di non rivedere. L’uccisione di Alain Orsoni durante il funerale della madre, a Vero, riapre una storia che attraversa decenni di militanza, esilio, rivalità e ferite mai rimarginate. La famiglia Orsoni, però, non rappresenta soltanto un cognome, incarna un pezzo di storia corsa, con tutte le sue contraddizioni.
Un’eredità costruita tra militanza e conflitti
La vicenda affonda le radici negli anni Settanta, quando il nazionalismo corso si frammenta in correnti rivali. In questo contesto, i fratelli Guy e Alain Orsoni emergono come figure centrali. Guy viene ucciso nel 1983 in un regolamento di conti interno ai movimenti clandestini, un trauma che segna profondamente la famiglia e spinge Alain verso un ruolo sempre più esposto.
Negli anni successivi, Alain diventa uno dei volti più riconoscibili dell’indipendentismo. Le tensioni interne, le accuse incrociate e le rivalità con gruppi criminali locali lo costringono a lasciare l’isola. La sua partenza non nasce da scelte politiche, ma da una necessità di sopravvivenza.
Gli anni all’estero e il ritorno che cambia tutto
Alain Orsoni trascorre un lungo periodo all’estero, lontano dalla Corsica e dalle faide che lo avevano messo nel mirino. Le ricostruzioni confermate indicano il Nicaragua come luogo del suo esilio volontario, dove vive per anni in condizioni di sicurezza rafforzata. Non emergono prove che confermino un suo trasferimento a Miami, voce circolata in passato ma mai supportata da fonti affidabili.
Il suo rientro avviene nel 2008, un ritorno che sorprende molti e che segna una svolta inattesa, Alain assume la presidenza dell’AC Ajaccio, ruolo che lo riporta al centro della vita pubblica dell’isola. Pochi mesi dopo subisce un tentato omicidio, episodio che conferma quanto la sua figura resti divisiva e vulnerabile.
L’omicidio al funerale, un’esecuzione che riapre vecchie ferite
Il 12 gennaio 2026, durante il funerale della madre, un proiettile colpisce Alain Orsoni. L’azione appare studiata, precisa, rapidissima. Gli inquirenti parlano di un omicidio organizzato, eseguito da un tiratore che conosceva bene il territorio. La dinamica riporta l’isola a un passato che molti credevano superato.
Crans-Montana e il riciclaggio, ipotesi per ora senza riscontri
Negli ultimi mesi, l’inchiesta su Crans-Montana e sui sospetti di riciclaggio legati ai Moretti ha alimentato interrogativi su possibili intrecci con la criminalità corsa. Tuttavia, nessun elemento verificato collega la famiglia Orsoni a quelle attività o ai circuiti economici svizzeri. Le due vicende seguono logiche diverse: una radicata nelle faide dell’isola, l’altra in un contesto transnazionale legato a investimenti immobiliari e flussi di denaro sospetti.
Una saga che continua a definire l’isola
La morte di Alain Orsoni non chiude la storia, anzi la rilancia. La Corsica si ritrova ancora una volta davanti a un passato che non smette di riaffiorare. E mentre le indagini proseguono, resta la sensazione che questa vicenda rappresenti molto più di un omicidio: è il riflesso di un’isola dove le memorie non si cancellano e dove ogni ferita, prima o poi, torna a farsi sentire.
Torna alle notizie in home