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Economia

Pac, il Parlamento europeo delude il mondo agricolo

La Cia annuncia una mobilitazione in vista del rush finale sul futuro del Piano

di Angelo Vitale -


Il Parlamento europeo delude ancora una volta il mondo agricolo sulla Pac. La Cia annuncia una mobilitazione.

Pac, Bruxelles delude il mondo agricolo

La replica in plenaria al discorso di Ursula von der Leyen e i correttivi presentati dalla Commissione non convincono. Cristiano Fini, presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, boccia la posizione dei deputati: “Il ruolo del comparto non è negoziabile. Chiediamo lo stralcio del Fondo unico e più risorse concrete per l’agricoltura”.

Fini annuncia una nuova mobilitazione degli agricoltori e un forte pressing in vista del rush finale sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 e sul futuro della Pac.

“L’agricoltura ha bisogno di investimenti certi e mirati, non di compromessi ridicoli che ne limitano valore e funzione. Il Parlamento doveva reagire con più decisione alle proposte di von der Leyen, che non ha toccato né la struttura del Fondo, né il budget destinato al settore”, sottolinea Fini.

Le critiche

La Cia critica in particolare la misura che obbliga i Paesi membri a destinare almeno il 10% delle risorse dei piani nazionali a un target rurale. “Non pone l’agricoltura al centro – si afferma – e penalizza le aree interne. Il Fondo unico crea una competizione interna tra settori strategici, a danno degli agricoltori”.

Secondo Cia, anche il “Piano nazionale unico” per l’attuazione dei fondi rappresenta un problema: “È un monolite che aumenta complessità amministrativa, costi e incertezza di reddito, generando nuove disparità tra gli Stati membri”.

“Dove è finita l’Europa se chi dovrebbe proteggerla rischia di smantellarne un pilastro fondante? Difendere la Pac non è una scelta di parte: è una responsabilità per garantire sicurezza alimentare, tutela ambientale e sviluppo delle aree rurali”, conclude Fini.

La Pac è prioritaria per il mondo agricolo, attese risposte più concrete dal Parlamento europeo: “Difenderemo il valore economico e sociale dei territori tornando in piazza a Bruxelles e chiamando in causa i capi di Stato e di governo, decisivi fino al Consiglio Ue del 18 dicembre”.


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