Papa Leone XIV a Nicea: 1700 anni dal Concilio e un appello all’unità dei cristiani
Quest’anno ricorrono i 1700 anni dal Concilio di Nicea, che ha posto le fondamenta del Cristianesimo. Papa Leone XIV visita İznik e lancia un messaggio di unità e fratellanza tra tutte le Chiese cristiane.
Nicea, culla del Cristianesimo
Nel 325 d.C., l’imperatore romano Costantino convocò il primo Concilio ecumenico a Nicea, nell’odierna İznik, in Turchia. L’obiettivo era ambizioso: unire i cristiani sotto una fede comune e consolidare l’Impero Romano, lacerato da divisioni religiose e sociali. Nicea diventò così la culla del Cristianesimo come lo conosciamo oggi e il primo laboratorio di organizzazione ecclesiastica.
Dopo la morte di Gesù, i cristiani si erano divisi in sette diverse – donatisti, gnostici, marcioniti, montanisti – ciascuna con la propria visione di Cristo. Per tre secoli il dibattito infuocato sulla natura e sulla missione del Figlio di Dio aveva frammentato la Chiesa. La storia di queste comunità racconta anche di un fervore spirituale straordinario, di una sete di verità che attraversava l’Impero e che a volte si trasformava in conflitto aperto.
Poi arrivò Costantino. Pagano, adoratore del Sole che muore e rinasce, in un simbolismo simile alla storia di Cristo e rimase affascinato dalla fermezza morale dei cristiani. La leggenda narra di una croce vista in cielo alla vigilia della battaglia contro Massenzio, con la scritta “con questo segno vincerai”, ma la verità storica mostra un uomo lucido, politico e molto intelligente. Costantino era un abile “saldatore”: comprese che una religione universale, compatta e condivisa, poteva tenere insieme un Impero fragile e profondamente diverso.
Il Concilio e la nascita del Credo
A Nicea, però, le divisioni non si fermarono. La corrente più potente era quella degli ariani, guidati dal presbitero berbero Ario, secondo il quale il Figlio non poteva essere della stessa sostanza del Padre. Il Concilio vide la partecipazione di circa 300 vescovi, che approvarono la dottrina dell’homooùsion, sancendo la consustanzialità tra Padre e Figlio e confermando la nascita verginale di Gesù. Da quell’incontro nacque il Credo, che ancora oggi unisce i cristiani di tutto il mondo in una fede condivisa.
Il Concilio fu anche il primo grande laboratorio diplomatico della Chiesa: decisioni, confronti, negoziazioni. Costantino, con il suo ruolo di “saldatore”, non intervenne soltanto come imperatore, ma come custode della pace religiosa e della coesione politica. Quella combinazione di visione spirituale e pragmatismo politico ha cambiato per sempre il volto del Cristianesimo e dell’Occidente.
Papa Leone XIV e il messaggio dell’unità
Oggi Papa Leone XIV ha camminato sulle strade millenarie di İznik, tra le antiche mura che furono testimoni di quella stagione storica. Dal cuore di Nicea, egli ha ricordato che il Cristianesimo non nasce solo da dottrine e formule, ma dalla capacità di costruire ponti, di superare divisioni e di cercare l’unità nella diversità.
Con parole chiare e profonde, il Papa ha lanciato un appello a tutte le Chiese cristiane: “Noi crediamo nello stesso Dio, mettiamo fine allo scandalo delle divisioni”. Non è un semplice invito: è un monito che attraversa i secoli, un richiamo alla responsabilità di chi, oggi, custodisce una fede che ha modellato la storia dell’umanità. In questa visita, Leone XIV non celebra solo un anniversario, ma rilancia la visione di Costantino: la fede condivisa può essere il collante di un mondo diviso, la guida di una civiltà che desidera pace, coesione e speranza.
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