Pippo già ci manca: le top news e gli approfondimenti de L’identità
La Serbia "dimenticata", l'orrore a Gaza, gli 82 anni di De Niro, virus e zanzare, i prezzi che aumentano, le pecore che muoiono, l'enigma David Rossi e l'Ucraina come "un porcospino d'acciaio"
Dopo la vera e propria “indigestione” su ogni dettaglio e previsione circa il vertice in Alaska tra Donald Trump e Vladimir Putin, la giornata è stata dominata dalla scomparsa di Pippo Baudo. Ma le notizie, su L’identità che pubblica pure molti articoli del suo settimanale, non mancano. Ecco le top news su nomi e fatti da approfondire tra le pieghe della informazione tradizionale o in Rete e sui social. E intanto, a Gaza l’orrore delle stragi non risparmia nulla e nessuno: oggi, nuovamente, un ospedale.
“Tutta l’Italia” senza Pippo
Mancherà a molti, anche a quelli che non protestavano per la sua assenza dal video. E la Rai, solo ora, lo rimanderà in onda a carrettate, saccheggiando migliaia di frame dalle sue Teche.
Poche “chiacchiere e nessun distintivo”: buon compleanno, Bob
Tra alti e bassi, Robert De Niro sta tentando accortamente di centellinare al meglio le sue apparizioni al cinema: oggi compie 82 anni.
La Serbia “dimenticata”
Trascurata dai giornaloni che indagano ogni piega di Trump e della sua compagnia di giro nel mondo: L’identità racconta la protesta degli studenti.
L’unico dazio Usa che non c’è
Sulle pagine web del nostro giornale, il perché dell’unico dazio che il presidente Usa non ha applicato.
L’impennata dei prezzi
Nella classifica dell’Unc, la lista di tutti i prodotti che sono aumentati di più negli ultimi quattro anni.
Dacci oggi il nostro virus quotidiano
La prima pagina del nostro settimanale: West Nile e dintorni, l’abitudine che dobbiamo prestare all’estate delle zanzare killer.
L’enigma di David
La cronaca nera dei casi irrisolti, L’identità ritorna sul mistero fitto della morte di David Rossi a Siena.
Lingua blu, l’indolenza delle Regioni
Le pecore continuano a morire, senza fine l’inerzia nei confronti di una malattia che in 25 anni avremmo dovuto saper affrontare.
Il “porcospino” di Ursula
La Commissaria Ue prova a rincuorare (è ormai troppo tardi?) l’Ucraina, suggerendole di diventare “un porcospino d’acciaio”.
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