L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Ambiente

Accordo NASA DOE: obiettivo il dominio della Luna

di Cinzia Rolli -


Il 13 gennaio 2026, la NASA e il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (DOE) hanno siglato un accordo storico (Memorandum of Understanding) per sviluppare e installare un reattore a fissione nucleare sulla superficie lunare nei prossimi quattro anni.

Il Presidente degli Stati Uniti ha rilanciato con forza l’American First Space Policy volto a consolidare il dominio assoluto dell’America nello spazio. Non più per missioni “mordi e fuggi” ma per una presenza stabile umana.

Il Segretario Chris Wright, in un comunicato del DOE, ha parlato di quanto sia grande la potenzialità di questo piano paragonandolo ad altri precedenti risultati nazionali come il Progetto Apollo e quello Manhattan. Anche l’amministratore della NASA Jared Isaacman ha rilasciato dichiarazioni importanti sul programma spaziale affermando che l’obiettivo non è solo la Luna, ma anche Marte e oltre. Per raggiungere questi traguardi però bisogna sfruttare l’energia nucleare.

“Nell’ambito della politica spaziale nazionale del presidente Trump, l’America si impegna a tornare sulla Luna, a costruire le infrastrutture necessarie per rimanervi”. Queste le sue parole.

Energia nucleare e progetto Fission Surface Power

L’energia solare non può fornire elettricità affidabile durante la notte lunare che dura circa quattordici giorni terrestri o in un terreno in ombra. Un reattore nucleare invece può fornire energia costante per anni senza rifornimento. Un sistema di potenza superficiale a fissione fornirebbe energia sicura, efficiente ed abbondante consentendo missioni rilevanti indipendentemente dalla luce solare o dalle variazioni di temperatura.

La NASA ha già creato le basi di questa nuova meta attraverso il progetto Fission Surface Power, nato per sostenere una futura economia lunare e garantire emissioni di energia senza interruzioni per le operazioni di superficie.

 I nuovi requisiti tecnici mirano a una potenza di circa 100 kilowatt, un incremento rilevante rispetto ai 40 kW inizialmente previsti nella fase di studio del 2022.

Per l’anno 2026 è stato pianificato un finanziamento di circa 350 milioni di dollari.

Competizione internazionale e ruolo della Space Force

La Cina e la Russia discutono da tempo di progetti lunari di lungo termine, inclusi progetti di energia nucleare per la realizzazione di una stazione internazionale di ricerca lunare. L’America quindi non solo non può rimanere indietro nella tecnologia spaziale, ma deve anticipare i tempi.

Insieme al rinnovo dell’accordo tra NASA e DOE per i reattori nucleari lunari, la Space Force ha siglato un protocollo di protezione degli asset energetici.

La Space Force, la sesta branca delle forze Armate degli Stati Uniti, è ora ufficialmente incaricata infatti di monitorare e proteggere i futuri siti dei reattori a fissione sulla Luna. Questo perché la continuità energetica è considerata una questione di sicurezza nazionale: se il reattore si spegne, la base muore.

Si occuperà inoltre di tracciare il trasporto di materiali radioattivi dalla Terra alla Luna, garantendo che i lanci siano protetti da possibili attacchi cyber o cinetici.

Geopolitica spaziale e blocchi contrapposti

Il futuro è nello spazio quindi.

La situazione geopolitica spaziale vede due blocchi contrapposti. Da un lato gli Artemis Accords, con a capo gli Stati Uniti, puntano a stabilire una presenza umana sostenibile sulla Luna entro la fine del decennio. Vi aderiscono ad oggi oltre cinquanta nazioni, tra cui l’Italia.

Dall’altro Russia e Cina si sono alleati per la creazione di una base lunare permanente.

Leggi anche: Il telescopio Hubble verso il rientro, cosa sappiamo davvero sul suo destino


Torna alle notizie in home