Referendum e imprese, l’invito: “Andate a votare”
"La giustizia è un'infrastruttura produttiva", tra gli imprenditori il Sì è al 57%
Referendum e imprese: la giustizia è “un’infrastruttura del sistema produttivo” proprio come “l’energia e le reti”. Ed è per questo che, senza entrare (almeno formalmente) nel dibattito, le associazioni delle imprese hanno rivolto un appello agli elettori. Andate tutti a votare. Perché ne va del futuro del Paese e non tanto per dire, come troppo spesso si fa attingendo, a piene mani, dai vasi della retorica. Confindustria, Coldiretti, Confcommercio e Confartigianato, insieme a Confcooperative e Confagricoltura hanno chiesto agli italiani di vincere la pigrizia, che ormai da anni li tiene lontani dalle urne, per svolgere il proprio dovere di cittadini.
Referendum e imprese
“È importante che cittadini, lavoratori e imprenditori partecipino informati al voto. Partecipiamo al voto, per prenderci cura della qualità delle istituzioni e contribuire attivamente alla costruzione delle regole che determinano lo sviluppo economico e sociale del Paese”, si legge nella lettera. Che aggiunge una notazione che assomiglia molto a un’indicazione precisa: “Il buon andamento della giustizia è un interesse pubblico fondamentale sancito dalla Costituzione. Per chi fa impresa, inoltre, la giustizia è una vera e propria infrastruttura del sistema produttivo, al pari delle reti, dell’energia o della logistica, essenziale per assicurare la massima efficienza del sistema e, conseguentemente, poter programmare con fiducia, innovare, competere e produrre ricchezza per il Paese”.
Dove votano gli imprenditori
Eccolo, dunque, il nodo. Non è un mistero che la giustizia italiana sia percepita, oggi, come lontana dagli interessi delle aziende. E non lo è nemmeno il fatto che, da anni, si parli delle lungaggini burocratiche e processuali come uno degli ostacoli agli investimenti. Un recentissimo sondaggio Piepoli-Conflavoro ha rilevato che gli imprenditori stanno guardando con estremo interesse al dibattito. Che parteciperanno al voto, in larga maggioranza, e che hanno già deciso dove mettere la croce. Se il 94 per cento di chi gestisce un’impresa si sente informato su tutti gli aspetti del referendum, alle urne si recherà non meno del 64% degli imprenditori. Di questi, il 57% ha già scelto di sostenere le ragioni del Sì. Indicazione di voto, questa, che è diffusa sia a livello geografico (dove il Sì oscilla tra il 55% del Centro e addirittura il 61% del Nord-Est) che dal punto di vista “dimensionale” delle imprese. Con uno scarto minimo tra le medie (59% di sì) e le piccole e micro aziende (dove il Sì s’impone al 56% e al 57%).
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