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Ambiente

Rinnovabili, la corsa di Cina e India: ecco perché

La generazione da carbone è scesa di oltre l’1 % nel primo Paese e di circa il 3 % nel secondo, mentre la domanda complessiva di elettricità continuava a crescere

di Angelo Vitale -


La corsa di Cina e India verso l’energia delle rinnovabili in una nuova fase, con segnali concreti di cambiamento nel mix energetico, record nelle installazioni solari ed eoliche. In più, un primo calo storico della generazione da carbone in entrambi i Paesi dopo oltre cinque decenni. Nuove mosse politiche, investimenti privati e dinamiche industriali stanno ridefinendo la transizione verde in Asia e nel mondo.

Per la prima volta dal 1970, diminuita in Cina e India la produzione di elettricità dal carbone. Un calo significativo che non si era visto da oltre cinquant’anni, guidato dalla forte crescita di solare, eolico e altre fonti pulite. In particolare, la generazione da carbone è scesa di oltre l’1 % in Cina e di circa il 3 % in India, mentre la domanda complessiva di elettricità continuava a crescere. Questo riflette un punto di svolta nel bilancio energetico dei due giganti asiatici.

Installazioni Rinnovabili: il record

Nel 2025 entrambi i Paesi hanno registrato record nell’aggiunta di capacità rinnovabile. La Cina ha installato centinaia di gigawatt di nuova energia solare ed eolica. L’India ha consolidato la sua crescita con oltre 20 GW di nuova capacità nei primi mesi del 2025, con segnali di superamento dei propri precedenti ritmi di espansione.

La dual‑track energy strategy: Rinnovabili e carbone

Nonostante l’aumento delle rinnovabili, Cina e India rimangono tra i principali promotori di nuove centrali a carbone nel mondo. Nel 2025 insieme hanno proposto circa l’87‑88 % dei nuovi impianti di energia da carbone a livello globale, sottolineando come la sicurezza energetica e la stabilità della rete restino prioritarie, specie in periodi di domanda crescente.

In Cina le nuove politiche e il passo storico nelle emissioni

Nel 2025 la Cina ha registrato il primo calo annuale della generazione termica da carbone in un decennio, pur con una crescita forte della domanda elettrica. Questo avanza l’obiettivo di picco delle emissioni entro il 2030, con le rinnovabili che guadagnano terreno reale nella produzione elettrica e un quadro politico in evoluzione per il 2026.

Le previsioni

Analisti internazionali indicano che il 2026 sarà un anno cruciale per la politica climatica cinese, con possibili nuovi target di riduzione delle emissioni e potenziali aggiornamenti alle strategie di transizione energetica in vista di impegni multilaterali.

In India un mercato in crescita

L’India ha visto espansioni industriali significative nel settore rinnovabile, con importanti gruppi che annunciano ampliamenti della capacità di energia pulita (triplicando la capacità di alcune divisioni e attirando investimenti miliardari), a testimonianza della fiducia crescente nel settore.

La privatizzazione

Iniziative strategiche includono l’apertura alla quotazione in borsa delle braccia rinnovabili di grandi aziende pubbliche, una mossa pensata per catalizzare capitali privati verso progetti di energia pulita e accelerare la transizione nazionale.

Il trend mondiale

Il quadro degli ultimi mesi indica che le energie rinnovabili non solo stanno crescendo, ma stanno trasformando i modelli di produzione elettrica, portando a diminuzioni reali della dipendenza dal carbone nei due maggiori mercati asiatici e influenzando le traiettorie globali delle emissioni.

Le contraddizioni

Il fatto che la Cina e l’India continuino a spingere nuove centrali a carbone mentre aumentano le rinnovabili evidenzia un approccio a doppio binario. Transizione verde spinta da installazioni record, mitigata al contempo da strategie di sicurezza energetica che privilegiano combustibili fossili per stabilità e affidabilità di rete.

Una nuova fase della corsa

La corsa alle rinnovabili di Cina e India nel 2026 non è un fenomeno statico ma un sistema dinamico, con segnali di avvicinamento a un picco nelle emissioni, crescita record delle fonti pulite e ancora la reticenza verso la rapida dismissione delle centrali a carbone. Il futuro energetico globale indirizzato a dipendere sempre più da come questi due attori bilanceranno tecnologia, politica interna, investimenti e relazioni geopolitiche.


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