Royalgate a corte in Norvegia: la principessa e il “donatore di sperma”
Una prossima biografia sulla principessa Maud poi salita al trono recupererebbe una teoria speculativa mai confermata dall'ufficialità
La famiglia reale norvegese nel 2006
Royalgate a corte in Norvegia: la principessa e un presunto “donatore di sperma” alle origini della dinastia? La voce rimbalza tra siti e social, ma allo stato attuale è solo gossip, una teoria speculativa riemersa in vista di una nuova biografia sulla regina Maud di Galles.
Nessuna prova genetica, nessun documento ufficiale, nessuna conferma da parte della Casa reale. Eppure il tempismo — nel pieno delle recenti polemiche che hanno coinvolto la monarchia — alimenta il sospetto e crea scompiglio mediatico.
Da dove nasce la teoria del “donatore”
L’ipotesi non nasce oggi. A rilanciarla anni fa è stato lo storico norvegese Tor Bomann-Larsen, autore di una monumentale biografia su Haakon VII e sulla moglie Maud. In uno dei volumi si accenna alla possibilità — mai provata — che il concepimento del futuro re Olav V nel 1902 possa essere avvenuto tramite una primitiva forma di inseminazione assistita sotto la supervisione del medico reale Francis Henry Laking. La principessa e il “donatore di sperma”: solo l’accostamento ipotizza un Royalgate in Norvegia.
Parliamo di oltre un secolo fa, in un’epoca in cui le tecniche mediche erano rudimentali e scarsamente documentate. Non esistono prove archivistiche definitive né test genetici che confermino la teoria. È una congettura storica, non un fatto accertato.
La nuova biografia che riaccende il caso
A riaprire il dossier, la giornalista e storica norvegese Arnhild Skre, impegnata in una nuova biografia dedicata proprio a Maud. Secondo voci ricorrenti, il libro esplorerebbe anche le ipotesi più controverse sul concepimento dell’erede.
Non risulta che l’opera sia una biografia ufficiale autorizzata dalla Corte. E questo dettaglio — se confermato — spiega la tensione. Quando si tocca il tema del Dna dinastico, il rischio reputazionale è enorme, anche se si tratta solo di speculazioni.
Perché il gossip pesa di più oggi
Il punto chiave non è tanto la teoria in sé, quanto il contesto. La monarchia norvegese è reduce da mesi difficili.
Prima, il processo a Marius Borg Høiby, figlio della principessa ereditaria, per accuse gravi che hanno monopolizzato i media.
Poi, le polemiche legate ai contatti passati della principessa ereditaria Mette-Marit Tjessem Høiby con il finanziere Jeffrey Epstein, emerse nei documenti statunitensi.
In questo clima, qualsiasi nuova ombra — anche storica e non dimostrata — trova terreno fertile. Il gossip si somma agli scandali recenti e amplifica la percezione di fragilità dell’istituzione.
Fatti contro suggestioni
Ad oggi, le genealogie ufficiali britanniche e norvegesi riconoscono Olav V come figlio legittimo di Maud e Haakon VII. Non esistono dichiarazioni ufficiali della Casa reale che mettano in discussione la linea dinastica. E nessuna agenzia internazionale autorevole ha parlato di “prova” o “rivelazione confermata”.
Siamo nel campo dell’ipotesi storica, non della notizia verificata.
Scandalo o rumore di fondo?
Per ora, la storia del “donatore di sperma” resta un gossip speculativo, riemerso in coincidenza con una biografia non ancora pubblicata e con un periodo delicato per la monarchia.
Ciò basta, con una teoria non provata, a incrinare l’immagine di un’istituzione. Finché non emergeranno documenti nuovi e verificabili, la risposta resta semplice. Non uno scandalo accertato, ma un’ipotesi che cavalca il momento più fragile della Corte di Oslo.
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