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Attualità

Salvini boccia l’Italia del no: “Superare i veti per il futuro”

Il vicepremier accusa: "Investire vuol dire scommettere sul futuro"

di Cristiana Flaminio -


Salvini rilancia sulle infrastrutture strategiche e mette al bando l’Italia del “no”. A prescindere, secondo il vicepremier. Su ogni progetto, su ogni idea. Una situazione che rischia di bloccare il Paese e di ancorarlo a una condizione di arretratezza. Che potrebbe incidere sulla competitività dell’economia nazionale. Il ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti è tornato a tuonare contro i manifestanti e le proteste (ma non solo quelli…) e lo ha fatto all’inaugurazione del nuovo palazzo dell’aviazione civile dell’Enac.

Salvini boccia l’Italia del No

Le parole del vicepremier sono nette e non sembrano ammettere repliche: “Basta con l’Italia dei no”. E punta il dito contro le frotte di manifestanti: “No alla nuova pista a Fiumicino, no all’Area Cargo a Malpensa, no al Ponte sullo Stretto, no alla Tav, no al Mose, no al Brennero. È sempre no. Ma investire significa anche scommettere sul futuro, superare questi veti e puntare su modernità e sviluppo”. Dal punto di vista infrastrutturale, l’Italia (specialmente al Sud) presenta dei vulnus ultradecennali. Problemi noti da fin troppo tempo. E che, oggi, rischiano di isolare ancora di più comunità e città in un mondo che richiede connessione per essere competitivi.

L’appello alla maggioranza silenziosa

Chiama, Salvini, alla rivolta contro l’Italia del no. E lo fa rivolgendo un appello alla maggioranza silenziosa. “Non vi chiedo manifestazioni, ma è importante che si faccia sentire chi crede nello sviluppo e nella crescita”. Sarebbe un sogno, per lui, una nuova marcia di colletti bianchi come quella che mise sostanzialmente fine agli anni ’70 e aprì, da Torino, una nuova stagione nei rapporti di lavoro ed economici del Paese. L’importante, per il vicepremier, è ambire all’unità del Paese.


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