Scattano da oggi gli aumenti sulle sigarette
A quanto ammontano i rincari, i conti dei consumatori
Scattano da oggi gli aumenti sulle sigarette. E lo Stato si attende di incassare un miliardo di euro in più oltre ai 15 che già incamera ogni anno sul monopolio delle vendite di tabacchi. A salire di prezzo, per un importo pari a trenta centesimi, saranno i prodotti della Philip Morris con un pacchetto che potrebbe arrivare a costare, come quelli Marlboro, fino a 6,80 euro. Nei prossimi giorni toccherà anche agli altri brand e agli altri prodotti da fumo.
Via agli aumenti sulle sigarette
La misura discende dalle norme contenute nella legge di bilancio passata, a dicembre scorso, in Parlamento. Come riepiloga Assoutenti, “la manovra prevede un aumento progressivo negli anni 2026-2028 dell’importo minimo fisso delle accise su sigarette, sigaretti e tabacco trinciato, e ridetermina i coefficienti per il calcolo dell’accisa sui prodotti a tabacco riscaldato”. Ecco i numeri: “l’accisa sui tabacchi lavorati passa da 29,50 euro per 1.000 sigarette del 2025 ai 32 euro del 2026, per poi salire a 35,50 euro nel 2027 e 38,50 euro nel 2028”.
I vizi costano (sempre di più)
I conti sull’aumento delle sigarette, al consumatore finale, sono presto fatti. “L’importo minimo dell’accisa sui sigaretti sale da 37 a 47 euro il chilogrammo convenzionale per l’anno 2026, a 49 euro per l’anno 2027 e, a decorrere dall’anno 2028 a 51 euro il chilogrammo convenzionale”. Per lo Stato, secondo l’analisi Assoutenti, è un affare: “Secondo le previsioni del governo l’aumento dei prezzi al pubblico di sigarette e tabacco garantirà un maggiore gettito da 1,47 miliardi di euro nel triennio: 213 milioni di euro per l’anno 2026, 465,8 milioni per l’anno 2027 e 796,9 milioni per l’anno 2028. è bene ricordare che la tassazione sul tabacco porta ogni anno nelle casse dello Stato la bellezza di 15 miliardi di euro”.
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