Schiaffo Cisl: “Manovra cambiata col dialogo”

 

Se non è uno schiaffo, poco ci manca. Il segretario generale Cisl, Luigi Sbarra, scrive a La Stampa rivendicando il fatto di aver “migliorato la manovra” e di averlo fatto “con il dialogo”. Il sindacato, infatti, pur mettendo in fila diversi rilievi alla finanziaria presentata dal governo Meloni, non è sceso in piazza insieme agli altri due vertici della triplice sindacale, Cgil e Uil. Che, invece, nei confronti della manovra hanno avuto parole durissime e, nonostante i confronti proprio con la premier Giorgia Meloni, hanno deciso di troncare ogni dialogo possibile con l’esecutivo.
Sbarra ha voluto rimarcare che “la manovra economica che il Senato si accinge ad approvare definitivamente ha un impianto complessivo decisamente migliorato rispetto al testo iniziale. I contenuti sono coerenti in diverse parti con la piattaforma presentata dalla Cisl a governo, gruppi parlamentari, partiti politici, sostenuta con iniziative sindacali sui territori e con l’assemblea Nazionale di delegati e pensionati del 15 Dicembre”. E questo, spiega il segretario generale del sindacato cislino: “A riprova che la via del dialogo produce risultati concreti, contrariamente alla contrapposizione fine a se stessa”. Una stilettata nemmeno troppo velata ai “soci” di Cgil e Uil. Sbarra poi ha aggiunto: “Chiaro che non mancano criticità che andranno affrontate ai tavoli che abbiamo conquistato su salute e sicurezza, pensioni, politiche industriali. Andrà aperto subito il confronto per realizzare la riforma fiscale e concertare un patto anti-inflazione che aiuti a salvaguardare ed aumentare i redditi di lavoratori, pensionati e famiglie”. Insomma, c’è da lavorare ma per farlo c’è bisogno di mediazione e di partecipare ai tavoli, non farli saltare.
Un concetto che è stato ribadito, inoltre, dalla segretaria nazionale del comparto scuola Ivana Barbacci, finita al centro di una polemica con gli altri sindacati perché accusata di avere posizioni in “contatto” con quelle del ministro all’Istruzione Giuseppe Valditara. “Sugli ultimi scioperi – evidenzia Barbacci – mi sarei volentieri astenuta da commenti, vista l’eloquenza dei numeri: per noi si è trattato di una scelta del tutto sbagliata, il cui esito era facilmente prevedibile. Anche per questo suggerirei cautela a chi vuol leggervi addirittura la chiusura di un’epoca: che il primato del conflitto e dell’antagonismo sia per le relazioni sociali un modello superato è noto da tempo; quanto a riconoscere il valore del confronto e del negoziato, come la Cisl da sempre rivendica, non valgono le belle parole ma i fatti, dei quali dunque rimaniamo in attesa. Come avvenuto anche con altri governi, di ogni colore”. Per Barbacci: “La realtà che ci consegnano gli archivi è che la Cisl, sulla base dei criteri oggettivi con cui si stabilisce il tasso di rappresentatività, ha conquistato nel 2019 il primo posto nel comparto istruzione e ricerca, fino ad allora occupato dalla Cgil, e che lo ha confermato nel 2022. Ne siamo ovviamente molto soddisfatti, come ho detto nei miei commenti, senza trionfalismi che io per prima considero fuori luogo”. Quindi Barbacci ha concluso sul punto affermando: “Preferiamo leggerlo, quest’ottimo risultato, come stimolo a fare ancor meglio il nostro lavoro, che è ciò che conta e che le lavoratrici e i lavoratori apprezzano”.

 

Se non è uno schiaffo, poco ci manca. Il segretario generale Cisl, Luigi Sbarra, scrive a La Stampa rivendicando il fatto di aver “migliorato la manovra” e di averlo fatto “con il dialogo”. Il sindacato, infatti, pur mettendo in fila diversi rilievi alla finanziaria presentata dal governo Meloni, non è sceso in piazza insieme agli altri due vertici della triplice sindacale, Cgil e Uil. Che, invece, nei confronti della manovra hanno avuto parole durissime e, nonostante i confronti proprio con la premier Giorgia Meloni, hanno deciso di troncare ogni dialogo possibile con l’esecutivo.
Sbarra ha voluto rimarcare che “la manovra economica che il Senato si accinge ad approvare definitivamente ha un impianto complessivo decisamente migliorato rispetto al testo iniziale. I contenuti sono coerenti in diverse parti con la piattaforma presentata dalla Cisl a governo, gruppi parlamentari, partiti politici, sostenuta con iniziative sindacali sui territori e con l’assemblea Nazionale di delegati e pensionati del 15 Dicembre”. E questo, spiega il segretario generale del sindacato cislino: “A riprova che la via del dialogo produce risultati concreti, contrariamente alla contrapposizione fine a se stessa”. Una stilettata nemmeno troppo velata ai “soci” di Cgil e Uil. Sbarra poi ha aggiunto: “Chiaro che non mancano criticità che andranno affrontate ai tavoli che abbiamo conquistato su salute e sicurezza, pensioni, politiche industriali. Andrà aperto subito il confronto per realizzare la riforma fiscale e concertare un patto anti-inflazione che aiuti a salvaguardare ed aumentare i redditi di lavoratori, pensionati e famiglie”. Insomma, c’è da lavorare ma per farlo c’è bisogno di mediazione e di partecipare ai tavoli, non farli saltare.
Un concetto che è stato ribadito, inoltre, dalla segretaria nazionale del comparto scuola Ivana Barbacci, finita al centro di una polemica con gli altri sindacati perché accusata di avere posizioni in “contatto” con quelle del ministro all’Istruzione Giuseppe Valditara. “Sugli ultimi scioperi – evidenzia Barbacci – mi sarei volentieri astenuta da commenti, vista l’eloquenza dei numeri: per noi si è trattato di una scelta del tutto sbagliata, il cui esito era facilmente prevedibile. Anche per questo suggerirei cautela a chi vuol leggervi addirittura la chiusura di un’epoca: che il primato del conflitto e dell’antagonismo sia per le relazioni sociali un modello superato è noto da tempo; quanto a riconoscere il valore del confronto e del negoziato, come la Cisl da sempre rivendica, non valgono le belle parole ma i fatti, dei quali dunque rimaniamo in attesa. Come avvenuto anche con altri governi, di ogni colore”. Per Barbacci: “La realtà che ci consegnano gli archivi è che la Cisl, sulla base dei criteri oggettivi con cui si stabilisce il tasso di rappresentatività, ha conquistato nel 2019 il primo posto nel comparto istruzione e ricerca, fino ad allora occupato dalla Cgil, e che lo ha confermato nel 2022. Ne siamo ovviamente molto soddisfatti, come ho detto nei miei commenti, senza trionfalismi che io per prima considero fuori luogo”. Quindi Barbacci ha concluso sul punto affermando: “Preferiamo leggerlo, quest’ottimo risultato, come stimolo a fare ancor meglio il nostro lavoro, che è ciò che conta e che le lavoratrici e i lavoratori apprezzano”.

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