Se pure i tedeschi che contano scaricano l’Ue della von der Leyen
Non è la solita invettiva euroscettica della controinformazione, ma una critica che arriva dal cuore dell’establishment tedesco: Die Welt. L’analisi dell’autorevole quotidiano fotografa un’Unione europea che ha smarrito la sua ragion d’essere: garantire pace e coesione attraverso il benessere. Al posto della crescita, Bruxelles ha costruito un apparato regolatorio ossessivo, che frena l’economia invece di guidarla (per non parlare dell’azzardo bellicista in Ucraina).
Dal canto suo, la Germania (il cui marco – ricordiamocelo – è diventato l’euro) scopre fuori tempo massimo di aver vissuto di rendita. E quando la competizione globale si fa dura, questa Ue incapace di leadership economica e strategica resta fuori dai giochi. A questo fallimento, dice il giornale tedesco, si somma una deriva inquietante sul fronte delle libertà, con progetti di controllo digitale che tradiscono i principi dello Stato di diritto.
Il Green Deal, infine, è puro masochismo inflitto all’industria europea che per di più rafforza i rivali globali. Il messaggio è netto: chi ama l’Europa deve criticare questa Ue. Tornare allo spirito dei Trattati di Roma è necessità politica. A maggior ragione se il mainstream tedesco ha scaricato la “sua” Ursula von der Leyen.
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