L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Esteri

Stretta Ue contro l’Iran: 31 sanzioni e svolta sui Pasdaran

Scattano il congelamento di beni e il divieto di ingresso in Stati membri

di Giorgio Brescia -


L’Unione europea alza il livello dello scontro con Teheran: stretta Ue con 31 sanzioni contro l’Iran. I ministri degli Esteri dei Ventisette hanno approvato un nuovo pacchetto di misure restrittive che colpisce 31 soggetti tra persone fisiche ed entità, accusati di essere coinvolti nella repressione interna e nel sostegno militare alla Russia nella guerra contro l’Ucraina.

Il passaggio politicamente più pesante, un altro: il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC, i Pasdaran) entra nel quadro antiterrorismo europeo, con una qualificazione che segna un salto di qualità nel confronto con uno dei pilastri del sistema di potere iraniano.

La decisione arriva in un clima già teso e consolida una linea europea sempre più orientata alla pressione diretta sugli apparati di sicurezza e sui centri reali di comando del regime.

Nel mirino la macchina della repressione

Il primo asse delle sanzioni riguarda le violazioni dei diritti umani e la gestione delle proteste interne. Nella lista compaiono figure di vertice dello Stato iraniano come Eskandar Momeni, ministro dell’Interno e uomo chiave dell’apparato di sicurezza, Mohammad Movahedi-Azad, procuratore generale della Repubblica islamica, e Iman Afshari, giudice presidente associato a procedimenti contro manifestanti e attivisti.

Accanto ai nomi istituzionali, l’Ue prende di mira comandanti delle Guardie Rivoluzionarie e alti ufficiali delle forze di polizia e della Law Enforcement Force, considerati responsabili di repressioni violente, arresti arbitrari e intimidazioni sistematiche. È il cuore operativo del controllo interno a finire sotto sanzione, non più solo figure periferiche.

Colpite anche strutture legate al controllo dell’informazione e alla sorveglianza digitale. Tra queste l’Iranian Audio-Visual Media Regulatory Authority (SATRA), l’organizzazione Seraj Cyberspace e il Working Group for Determining Instances of Criminal Content (WGDICC), organismi associati ai meccanismi di censura e filtraggio dei contenuti online. Il messaggio è chiaro: la repressione non è solo nelle strade, ma anche nello spazio digitale.

Il fronte ucraino

Un secondo blocco di misure riguarda il sostegno iraniano allo sforzo bellico russo. Bruxelles colpisce individui e società legati ai programmi di produzione e trasferimento di droni e sistemi missilistici utilizzati nel conflitto ucraino.

Tra le entità sanzionate figura Khojir Missile Development and Production, nodo centrale nello sviluppo di sistemi balistici, e Sahara Thunder, società di import-export indicata come collegata all’apparato della difesa iraniano. L’obiettivo dichiarato è interrompere reti di approvvigionamento e supporto che saldano la cooperazione militare tra Teheran e Mosca.

Cosa cambia in concreto

Per tutti i soggetti designati scattano congelamento dei beni nell’Ue, divieto di ingresso e stop a qualsiasi messa a disposizione di fondi o risorse economiche da parte di cittadini e imprese europee. Le misure si inseriscono in un impianto più ampio che limita anche l’export di tecnologie sensibili, utilizzabili tanto nella sorveglianza interna quanto nei programmi militari.

È un’estensione che mira a stringere progressivamente gli spazi operativi e finanziari degli apparati colpiti.

Il nodo Pasdaran

La decisione più politica riguarda però i Pasdaran. L’inserimento dell’IRGC nel quadro antiterrorismo europeo non è una sanzione mirata a singoli nomi, ma una qualificazione che investe la struttura nel suo complesso. È un segnale diretto alla catena di comando del sistema iraniano e riduce ulteriormente i margini di ambiguità diplomatica.

Teheran ha reagito parlando di atto ostile e di grave errore strategico. Da parte europea, invece, la scelta viene letta come un passaggio coerente con la linea di contrasto alla repressione interna e alle attività considerate destabilizzanti fuori dai confini iraniani.

Rapporti sempre più rigidi

Il pacchetto approvato rafforza un quadro già segnato da relazioni deteriorate. Bruxelles lega ormai in modo esplicito il dossier diritti umani a quello della sicurezza europea e del conflitto ucraino, trasformando le sanzioni in uno strumento di pressione politica strutturale.

La traiettoria è chiara: meno spazio alla gestione diplomatica tradizionale, più leva su strumenti economici e giuridici. E il confronto con Teheran entra in una fase ancora più rigida.


Torna alle notizie in home