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Esteri

Trentini e Burlò a casa. Tajani e Meloni “aprono” al Venezuela

“Ci sono ancora 24 italiani detenuti politici”

di Ernesto Ferrante -


Alberto Trentini e Mario Burlò sono stati rilasciati. A dare per primi la notizia che ha monopolizzato il dibattito politico in Italia, sono stati il ministro degli Esteri Antonio Tajani e la premier Giorgia Meloni. Entrambi hanno ringraziato la presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodriguez. Il cooperante veneto di 46 anni e l’imprenditore torinese di 53 anni hanno riassaporato la libertà dopo oltre un anno di detenzione nel Paese caraibico. Senza alcuna accusa formale, erano stati incarcerati nel penitenziario di massima sicurezza “El Rodeo” a Caracas.

Le parole di Tajani

“Siamo felici per la liberazione dei due italiani, con Trentini il più conosciuto e per il quale c’era anche un movimento di opinione pubblica che ne chiedeva la liberazione”, ha detto Tajani in conferenza stampa alla Farnesina. Il capo della diplomazia italiana ha evidenziato l’impegno del segretario di Stato americano Marco Rubio, “che fin dall’inizio si è mostrato molto sensibile alla questione dei prigionieri italiani e aveva garantito il suo sostegno anche durante l’ultima riunione del G7”.

Ora, ha aggiunto il ministro degli Esteri e vicepremier, dobbiamo lavorare per un cambio di passo nei rapporti con il Venezuela. Abbiamo accolto positivamente la liberazione dei nostri cittadini e questo ci deve permettere di cambiare le relazioni. È stata posta una pietra importante per la ricostruzione di un ponte forte tra Italia e Venezuela”.

Il lavoro della diplomazia non è ancora terminato

Sono 42 gli italo-venezuelani detenuti, quelli con solo passaporto italiano sono tutti fuori. Tra questi, “quelli politici sono 24 – ha specificato Antonio Tajani – e “adesso lavoriamo per fare in modo che vengano liberati”.

I ringraziamenti di Giorgia Meloni

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha elogiato il lavoro “discreto ma efficace, portato avanti in questi mesi non solo dal governo ma dalla rete diplomatica, dall’intelligence”. La leader di Fratelli d’Italia ha voluto ringraziare “tutti i servitori dello Stato che, vario livello, hanno dato il loro contributo per raggiungere questo obiettivo”.

“Continueremo – ha sottolineato la premier – a lavorare senza sosta affinché la costruttiva collaborazione instaurata con le autorità di Caracas possa produrre ulteriori sviluppi positivi. E allo stesso modo l’Italia non si stancherà di sostenere il legittimo desiderio del popolo venezuelano di libertà, pace e democrazia.

Machado è stata ricevuta in udienza dal Papa

Papa Leone XIV ha incontrato in Vaticano l’attivista e politica venezuelana María Corina Machado, premio Nobel per la pace. Machado ha chiesto al Pontefice di “intercedere per tutti i venezuelani che sono ancora sequestrati o scomparsi”. “Ho avuto la benedizione e l’onore di incontrare Sua Santità ed esprimergli la nostra gratitudine per il suo continuo sostegno sulla situazione nel nostro Paese – ha affermato ancora l’esponente della minoranza venezuelana, secondo quanto si legge in una nota della sua formazione Vente VenezuelaGli ho anche trasmesso la forza del popolo venezuelano che rimane saldo e in preghiera per la libertà del Venezuela”. Machado ha incontrato anche il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede che è stato Nunzio Apostolico in Venezuela, dal 2009 al 2013.

Trump e il Venezuela

Donald Trump, parlando del Venezuela, ha descritto l’attuale relazione con il governo della nuova presidente ad interim Delcy Rodriguez come molto positiva. Riferendosi a Rodriguez, il tycoon ha dichiarato: “Ci ha chiesto: ‘Potete acquistare 50 milioni di barili di petrolio?’ E io ho risposto: ‘Sì, possiamo’. Si tratta di 4,2 miliardi di dollari e il petrolio è già in viaggio verso gli Stati Uniti”.

Trump si è definito “presidente ad interim del Venezuela” postando sul suo account Truth un’immagine di una finta pagina Wikipedia. Una provocazione che rischia di far salire nuovamente la tensione tra le parti.

Le tensioni con Cuba

Il capo della Casa Bianca, dopo l’operazione militare che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro, sta guardando a Cuba. La sua amministrazione starebbe già discutendo con il governo dell’Avana. Il POTUS aveva invitato Cuba a “raggiungere un accordo prima che sia troppo tardi”, visto che non potrà più avere “soldi e petrolio in arrivo dal Venezuela”. Secca la risposta del presidente cubano Miguel Diaz-Canel: “Nessuno può dirci cosa dobbiamo fare”.


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