Cultura & Spettacolo

TURISMO – Le sagre, la vera identità italiana

di Angela Arena -


“Le sagre rappresentano la vera identità italiana”, a dirlo il Presidente della Pro Loco di Paupisi Dario Orsillo, in merito alla querelle tra la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Durante un’intervista rilasciata a Porta a Porta, la premier avrebbe espresso disappunto verso il modo in cui la Regione guidata da De Luca gestisce le proprie economie, finanziando iniziative culturali e gastronomiche tra cui anche la Sagra del Cecatiello tipica pasta prodotta nel piccolo Comune Sannita, rigorosamente lavorata a mano ed eccellenza del territorio campano che annovera ben 457 prodotti tradizionali riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole.

Precisando che “il contributo regionale 2022 e 2023 per un totale di 20000 euro a causa di errori amministrativi, negligenza politica e per una burocrazia farraginosa non ancora è stato ricevuto”, Orsillo tiene a sottolineare che, giunta alla sua 50esima edizione, la manifestazione è stata insignita anche del marchio ‘Sagra di Qualità’ accedendo alla lista delle 65 sagre più belle d’Italia e richiamando ogni anno migliaia di turisti e visitatori, in un’area, come quella dell’agro sannita, soggetta da decenni “Ad un ormai endemico fenomeno di emigrazione che sta portando alla graduale erosione di interi paesi ricchi di storia, cultura e tradizioni”. A proposito di tradizioni, quando si parla di cucina, la storia è davvero ricca di aneddoti, intrecciandosi sovente con il mito, soprattutto nell’entroterra meridionale, laddove, gli antichi gesti rendono alcuni piatti davvero unici, come il cecatiello paupisano, nato, secondo una vecchia leggenda dalle mani di una mugnaia che, incollerita per i continui tradimenti del marito, avrebbe cominciato a tastare la pasta con tanta veemenza e precisione, come a voler accecare una persona.

Le sagre e l’enogastronomia: l’identità del Belpaese

Aldilà dei racconti popolari, da un’analisi Coldiretti emerge che con oltre un terzo della spesa destinato al consumo di pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, nonché, feste e sagre paesane, l’enogastronomia rappresenta la voce principale del budget della vacanza in Italia, per un impatto economico che nel 2023 ha superato i 30 miliardi. Se la passione per il cibo e il vino italiano hanno reso il Belpaese leader mondiale del turismo enogastronomico lo si deve anche alle iniziative di quei 5500 Comuni italiani sotto i 5000 abitanti che, attraverso la promozione delle proprie eccellenze territoriali muovono ben 14 milioni di turisti per un fatturato di 2,5 miliardi di euro, con ricadute economiche, indubbiamente positive per i piccoli borghi.


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