Ucraina, si intensifica la guerra ma proseguono i negoziati. Intanto Rutte vuole più armi
L’Esercito ucraino ha annunciato di essersi ritirato dalla città di Siversk, nell’est del Paese, dinanzi all’avanzata russa. “Al fine di preservare la vita dei nostri soldati e la capacità di combattimento delle nostre unità – ha ammesso su Telegram lo Stato maggiore ucraino – i nostri difensori si sono ritirati”.
Il ministero della Difesa di Mosca ha rivendicato il controllo di Prylipka nella regione di Kharkiv e Andreevka in quella di Dnipropetrovsk. Il conflitto è in una fase particolarmente intensa. La Russia ha usato più di 600 droni e decine di missili nell’attacco condotto contro l’Ucraina. Le autorità di Kiev hanno comunicato interruzioni di corrente in diverse regioni a seguito della pioggia di fuoco russa sulle infrastrutture del Paese. Raid ucraini sono stati segnalati, invece, sull’impianto petrolchimico della Lukoil di Stavrolen nella città di Budyonnovsk, nella regione di Stavropol.
Zelensky ha ricevuto aggiornamenti cui colloqui in Florida
Parallelamente proseguono i colloqui per mettere fine alla guerra. Rustem Umerov e Andrii Hnatov “hanno lavorato in modo produttivo con gli inviati del presidente Trump e sono state messe a punto diverse bozze di documenti”, anche “documenti sulle garanzie di sicurezza per l’Ucraina, sulla ripresa e sul quadro di base per porre fine a questa guerra”. Lo ha scritto su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, dopo gli incontri di Miami, precisando di aver avuto un “rapporto dettagliato” sui colloqui. Zelensky ha definito “molto positiva” la telefonata avuta con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Il ministro degli Esteri serbo Marko Duric ha proposto Belgrado come possibile sede dei negoziati sull’Ucraina. In un’intervista al settimanale tedesco Der Spiegel, Duric ha fatto sapere che la Serbia sostiene “con decisione il piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e tutte le altre iniziative che possono portare alla fine dei combattimenti”.
Trump si mostra ottimista sull’esito dei negoziati
“I colloqui su Ucraina e Russia stanno procedendo”, ha assicurato da Mar-a-Lago il presidente americano Donald Trump in risposta a una domanda sulle discussioni tenutesi nel fine settimana e sulla eventualità di un formato trilaterale che coinvolga Ucraina, Stati Uniti e Russia come passo successivo. “Sapete, c’è un odio enorme tra questi due leader, tra il presidente Putin, il presidente Zelensky, un odio enorme, ma stiamo parlando. Tutti sono stanchi di quella guerra”, ha proseguito il tycoon.
Rutte vuole più armi per l’Ucraina
Mark Rutte vuole più armi. Se l’Europa allenta il suo sostegno per l’Ucraina e non procede “velocemente” al potenziamento dei suoi strumenti di difesa, ci saranno rischi crescenti per la sicurezza del blocco già a partire, secondo alcune valutazioni di intelligence, dal 2027, ha affermato il Segretario generale della Nato.
L’Ucraina, a suo avviso, deve rimanere forte per evitare che Vladimir Putin cerchi di attaccare un Paese della Nato. In una intervista all’Agenzia di stampa tedesca “Dpa” ha ribadito la richiesta agli europei di aumentare la loro spesa per la difesa, in linea con gli impegni presi al vertice dell’Aja dello scorso giugno. Ancora una volta Rutte ha finto di ignorare le parole di Putin, paventando un rischio inesistente al fine di motivare la necessità per gli Stati membri di assumere una postura bellicista.
La prova del rischio per l’Europa sarebbe la spesa militare della Russia che investe in difesa, al momento, più del 40 per cento del suo bilancio. La guerra contro l’Ucraina, ha sostenuto il Segretario generale, ha dimostrato la volontà del Cremlino di mettere in conto delle perdite pesanti.
Di armi ha parlato anche il ministro italiano della Difesa, Guido Crosetto. “Non c’è mai stato disaccordo, come dice il Vangelo ‘dai frutti li riconoscerete’. Assolutamente no, non c’è una trattativa. Il provvedimento è chiuso da settimane”, ha chiarito Crosetto, a margine della sua visita al contingente italiano in Bulgaria a Novo Selo, relativamente al decreto Ucraina.
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