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Economia

Ue – Mercosur: Italia tra sogno export e incubo campagne

Dal primo maggio, l'accordo operativo: si apre un'era di attese e incertezze

di Angelo Vitale -

La protesta degli agricoltori del gennaio scorso


Ue-Mercosur, chi può davvero “vincere” o “perdere” in Italia: l’invio della “nota verbale” al Paraguay ha ufficialmente aperto il conto alla rovescia. Dal primo maggio, l’accordo commerciale tra Ue e Mercosur diventerà realtà operativa. Ma dietro l’entusiasmo della Commissione Europea e i calcoli dei colossi industriali, una partita a scacchi potenzialmente a rischio per il sistema Italia.

Se per la grande industria è una prateria di opportunità, per l’agricoltura rischia di trasformarsi in un “cavallo di Troia” normativo.

Il bivio del Made in Italy: chi ride e chi trema

Aspettative reali, ma polarizzate. Da un lato, i giganti (o ciò che ne resta) della meccanica strumentale e dell’automotive del Nord Italia vedono finalmente cadere barriere doganali del 35%. Un fardello che finora ha favorito l’avanzata cinese in Sud America. Per queste imprese, l’accordo come una boccata d’ossigeno vitale per mantenere i livelli occupazionali.

Dall’altro lato, il “grido di dolore” del settore primario. Associazioni come Coldiretti denunciano il rischio di una concorrenza sleale senza precedenti. L’arrivo massiccio di carne bovina, pollame e riso a prezzi stracciati, prodotti con standard ambientali e sanitari (uso di pesticidi e antibiotici). Prodotti in Italia vietati da decenni. Una domanda d’obbligo: le “clausole specchio” promesse da Bruxelles saranno davvero verificabili a migliaia di chilometri di distanza?

Geopolitica vs territorio: il rischio del sacrificio

La manovra politica della Commissione è chiara: blindare il Sud America prima che diventi un satellite economico di Pechino. In questo scenario di “de-risking” dalla Cina, l’Italia in una posizione acrobatica. Il governo deve sostenere l’export, motore del Pil, senza però tradire la base agricola che teme l’estinzione.

Anche la protezione delle 57 Indicazioni Geografiche DOP e IGP, come una vittoria a metà. Se è vero che i nomi storici saranno tutelati, le clausole di grandfathering permetteranno a chi già produceva “finto” parmigiano in loco di continuare a farlo, rendendo la lotta all’italian sounding una sfida ancora tutta in salita.

Un nuovo mercato, un’era di incertezze

Dal primo maggio l’Italia non entra solo in un nuovo mercato, ma in una nuova era di incertezze. Sarà un successo solo se i controlli doganali saranno ferrei tanto quanto le promesse politiche.


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