Usa, il Pentagono diffonde la Strategia di Difesa Nazionale: Ue sempre meno potente
Il Pentagono ha presentato la nuova Strategia di Difesa Nazionale, un documento che introduce un cambiamenti rilevanti nell’impostazione delle priorità strategiche degli Stati Uniti.
Al centro dell’impianto strategico viene posta la tutela diretta del territorio americano, che diventa l’obiettivo principale, davanti alla deterrenza nei confronti della Cina, alla ridefinizione dei rapporti con gli alleati e al rafforzamento dell’industria della difesa. Washington chiarisce che la competizione con Pechino non dovrà tradursi in uno scontro ideologico o esistenziale. Ma essere gestita attraverso una deterrenza fondata sulla superiorità militare e su relazioni economiche considerate più eque.
Strategia di Difesa Nazionale: i punti cardine
Il documento insiste anche su una maggiore condivisione degli oneri con i partner internazionali, chiedendo agli alleati di assumersi una quota più significativa della propria sicurezza. In parallelo, viene sottolineata la necessità di rilanciare la base industriale della difesa americana, ritenuta essenziale per sostenere una strategia di lungo periodo. Pur respingendo l’idea di un ritorno all’isolazionismo, la strategia segnala chiaramente una riallocazione delle priorità geografiche.
Per quanto riguarda l’Europa e la Nato, il linguaggio adottato è pragmatico. La Russia viene descritta come una minaccia duratura ma contenibile per i Paesi dell’Europa orientale. Pur ribadendo l’impegno statunitense nel continente, il Pentagono osserva che il peso economico globale dell’Europa è in progressivo calo. Inoltre, gli alleati europei dispongono delle capacità necessarie per gestire in autonomia la difesa convenzionale contro Mosca. In questo contesto, alla Nato viene richiesto un maggiore sforzo, con l’invito a raggiungere un parametro di spesa per la difesa al 5% del Pil.
Il fronte asiatico
Sul fronte asiatico, la strategia segna una discontinuità rispetto al passato. L’obiettivo dichiarato non è indebolire o umiliare la Cina, né favorire un cambio di regime, ma evitare che Pechino – o qualsiasi altra potenza – possa dominare gli Stati Uniti o i loro alleati. Allo stesso tempo, i partner regionali, come la Corea del Sud, sono chiamati a svolgere un ruolo più centrale.
Grande attenzione viene infine riservata all’emisfero occidentale. Il documento richiama apertamente la Dottrina Monroe e critica le amministrazioni precedenti per aver trascurato aree considerate strategiche, come il Canale di Panama e la Groenlandia. Gli Stati Uniti dichiarano l’intenzione di preservare il proprio accesso militare e commerciale in queste zone, evitando qualsiasi perdita di influenza nell’area, che include anche il Golfo del Messico. In Medio Oriente la strategia segnala che l’Iran starebbe tentando di ricostruire le proprie capacità convenzionali e potrebbe tornare a puntare sul nucleare.
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