Vent’anni fa la cattura di Bernardo Provenzano
L'11 aprile del 2006, in un casolare nelle campagne di Corleone, fu scovato e arrestato l'inafferrabile (fino ad allora) zu Binnu
Vent’anni fa la cattura di Bernardo Provenzano. Era l’11 aprile del 2006 quando finì la latitanza, durata ben 43 anni, in pratica una vita intera, dello Zu Binnu. Le immagini dell’arresto fecero epoca. Provenzano uscì, circondato dagli agenti che lo aveva braccato e infine fermato, avvolto in una sciarpa bianca. Un segnale, dissero in tanti, diretto a chi restava “fuori”. Provenzano aveva “abdicato” al suo ruolo di capo indiscusso di Cosa Nostra. Nel suo covo, si trovò un archivio vero e proprio della mafia. E le indagini, tra le altre cose, fecero entrare nel dibattito e nel lessico comune parole nuove, una su tutte: pizzino.
Vent’anni fa la cattura di Bernardo Provenzano
Si trattò di un colpo magistrale inflitto dallo Stato a Cosa Nostra. Uno di quei giorni che, davvero, scrissero la storia della lunga guerra tra le istituzioni e la malavita organizzata. Con l’operazione in quel luogo sperduto della Sicilia, la contrada Montagna dei Cavalli a distanza di appena tre chilometri da Corleone. Il luogo in cui era nato, dove era vissuto e s’era imposto alla guida della mafia. Lo cercarono in lungo e in largo, lo trovarono in un casolare praticamente “sotto casa”. Ma quel giorno, l’11 aprile del 2006, la Squadra Mobile di Palermo mandò a segno un colpo clamoroso che contribuì alla vittoria della legalità sul malaffare.
La lunga storia della lotta tra Stato e mafia
È una storia lunga e piena di zone d’ombra, costellata però da attimi di luce folgorante di impegno civile e coscienza sociale. La cattura di Bernando Provenzano segnò la fine dei Corleonesi ma non la fine della mafia. Fu portato all’inizio nel supercarcere di Terni, u Zu Binnu. Poi venne trasferito a Novara. Sempre al regime del 41-bis. Intanto lo “scettro” passò a Matteo Messina Denaro, che dopo una lunghissima latitanza, fu a sua volta arrestato. L’11 aprile non è dunque un giorno come un altro. Per chi ha a cuore la legalità e la lotta dello Stato contro la mafia.
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