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Cultura & Spettacolo

O famo strano? ’O famo sindaco’

Un giorno di fascia tricolore tra sorrisi e cantieri, ma i problemi restano fuori scena.

di Andrea Fiore -


Lunedì 17 novembre Carlo Verdone sarà “sindaco per un giorno”. Arriverà al Campidoglio, parteciperà alla Giunta capitolina, visiterà cantieri, pranzerà con gli anziani e concluderà la giornata con un intervento in Assemblea straordinaria. Alla fine restituirà la fascia tricolore e riceverà la Lupa Capitolina. Una scaletta precisa, quasi fosse un copione cinematografico, che trasforma la politica in racconto.

La scelta di Verdone non è casuale. È un grande regista, romano e amatissimo, che non ha mai nascosto le sue tendenze politiche. Viene naturale chiedersi se si tratti di un premio alla sua carriera e al suo legame con la città, o piuttosto di un modo per avere un testimonial capace di prestare popolarità e simpatia alle istituzioni. Perché proprio lui? La risposta, forse, sta nell’ambiguità: simbolo e strumento allo stesso tempo.

Dietro la festa resta il dubbio che la sostanza dei problemi sia meno importante della scenografia. Ogni tappa della giornata è pensata per mostrare un volto umano e rassicurante delle istituzioni, ma non basta un sopralluogo o un pranzo comunitario per risolvere i nodi veri della città. La fascia tricolore diventa un prestito di autorevolezza, l’amministrazione guadagna visibilità grazie alla popolarità dell’ospite, e il cittadino rischia di restare spettatore.

Il rischio è che la politica si riduca a passerella, che la partecipazione diventi spettacolo e che i problemi restino dietro le quinte. Lunedì sarà una giornata di festa, certo, ma anche un test su quanto la politica possa trasformarsi in palcoscenico senza perdere credibilità.

Lo spettacolo diverte e fa parlare, ma quando le luci si spengono resta la città, con i suoi problemi concreti. E lì non basta un copione ben scritto: serve la capacità di governare la scena fino in fondo.

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