Viminale, via libera al porto d’armi fuori servizio: cosa cambia per gli agenti
Gli agenti potranno portare armi private anche fuori servizio, grazie alla nuova circolare del Viminale.
Il Ministero dell’Interno ha ufficializzato una svolta attesa da mesi con una circolare diffusa il 5 febbraio 2026, il Viminale ha reso immediatamente applicabile l’articolo 28 del decreto-legge Sicurezza 11 aprile 2025 n. 48, convertito nella legge 9 giugno 2025 n. 80. La novità è di rilievo, gli agenti delle forze dell’ordine possono portare armi anche quando non sono in servizio, senza necessità di licenza prefettizia. La circolare chiarisce definitivamente un quadro normativo rimasto sospeso, sciogliendo dubbi interpretativi che avevano rallentato l’attuazione della norma.
Una misura operativa da subito
La circolare stabilisce che gli operatori di pubblica sicurezza possono, portare armi comuni da sparo fuori servizio, anche se non si tratta dell’arma d’ordinanza. Acquistare armi private senza dover richiedere ulteriori titoli autorizzativi. Esercitare questo diritto sulla base di una presunzione legale di necessità di autotutela, introdotta dal decreto Sicurezza 2025.
Il Viminale specifica che la norma è immediatamente efficace, senza bisogno di ulteriori regolamenti attuativi. Questo punto era stato oggetto di interpretazioni divergenti, ora definitivamente superate.
Chi rientra nella nuova disciplina
La circolare estende il nuovo regime a tutte le principali forze dell’ordine: Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria, Polizie Locali riconosciute dal Prefetto
Si tratta quindi di un provvedimento uniforme e trasversale, che amplia le possibilità operative degli agenti anche nella vita privata.
Perché il Viminale ha accelerato
La decisione nasce dall’esigenza di garantire agli operatori una maggiore capacità di difesa personale, considerata “presunta” per legge. Il Viminale richiama inoltre la necessità di allineare l’Italia a modelli già adottati in altri Paesi europei, dove il porto d’armi fuori servizio è previsto per ragioni di sicurezza e rapidità d’intervento.
Implicazioni per la sicurezza pubblica
L’estensione del porto d’armi fuori servizio apre un dibattito articolato. Da un lato, aumenta la possibilità che un agente possa intervenire tempestivamente in situazioni critiche anche fuori dall’orario di lavoro. Dall’altro, richiede attenzione su, custodia delle armi, tracciabilità, formazione continua, gestione dei rischi in contesti civili.
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