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Vinitaly 2026, Verona torna capitale globale del vino

di Gianluca Pascutti -


Dal 12 al 15 aprile 2026, Verona riaccende i riflettori sulla filiera vitivinicola internazionale con la 58ª edizione di Vinitaly, un appuntamento che conferma la centralità strategica della fiera nel sistema del vino italiano e nel suo dialogo con i mercati globali. Un’edizione che non si limita a replicare il modello consolidato, ma lo amplia, lo aggiorna e lo orienta verso le nuove dinamiche del consumo, del turismo e dell’innovazione.

Un ecosistema fieristico che cresce con il mercato

La presentazione ufficiale a Montecitorio ha delineato un quadro chiaro: quasi 4.000 aziende distribuite in 18 padiglioni e un palinsesto di oltre 100 eventi ufficiali tra degustazioni, focus e incontri tecnici. Numeri che confermano la dimensione internazionale della manifestazione, sostenuta da un sistema di incoming costruito con ITA – Italian Trade Agency. Sono attesi oltre 1.000 top buyer selezionati e operatori provenienti da oltre 130 Paesi, con una forte presenza nordamericana e un’espansione significativa dei mercati asiatici, guidati da Cina, India, Giappone e Thailandia.

Degustazioni e territori

Il cuore della manifestazione resta il calendario delle degustazioni, circa 80 appuntamenti ufficiali, affiancati dalle centinaia di tasting organizzati direttamente negli stand delle aziende. Il programma attraversa territori, vitigni, stili produttivi e annate, con la partecipazione di consorzi, guide, critici e istituzioni del settore. Tra i protagonisti confermati figurano Gambero Rosso, Wine Spectator, i consorzi territoriali e i format dedicati ai giovani produttori, come Young to Young.

Enoturismo, da tendenza a infrastruttura strategica

Una delle novità più rilevanti dell’edizione 2026 è il consolidamento di Vinitaly Tourism, un hub strutturato dedicato al turismo del vino. Il progetto si articola su due poli – la galleria tra i padiglioni 2 e 3 e il Palaexpo – e punta a creare un’infrastruttura stabile di connessione tra cantine, operatori turistici e buyer internazionali. L’enoturismo non è più un segmento accessorio, ma una leva strategica per la competitività delle aziende, sostenuta da incontri B2B, ricerche e convegni dedicati.

Innovazione e nuovi linguaggi del vino

Vinitaly 2026 intercetta i cambiamenti nelle abitudini di consumo con due aree tematiche in forte crescita: NoLo – Vinitaly Experience, dedicata alle bevande dealcolate o a bassa gradazione e Xcellent Spirits, il nuovo spazio per distillati e mixology. Accanto a queste, si rafforza la piattaforma digitale Vinitaly Plus e debutta il Buyers Club, pensato per facilitare il networking professionale e il business bidirezionale.

Un Vinitaly che guarda lontano

La 58ª edizione conferma la vocazione internazionale della fiera, ma soprattutto la sua capacità di evolvere insieme al settore. Dalla crescita dei mercati esteri alla trasformazione dei consumi, dall’enoturismo alle nuove tecnologie. Vinitaly 2026 si presenta come un laboratorio aperto in cui il vino italiano misura la propria forza, costruisce relazioni e immagina il futuro.


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