Colosseo: il monumento più visitato d’Italia
di GIANLUCA GIOE’
L’edificazione dell’Anfiteatro Flavio fu fortemente voluta dall’imperatore Vespasiano che, tra il 70 e il 71 d.C., diede avvio ad una fervida ed intensa attività di costruzione di un’opera destinata a divenire il monumento italiano per antonomasia. L’imperatore non ebbe però la soddisfazione di vedere ultimata la sua creatura: con una superficie di 3.357 m², fu infatti inaugurato dal figlio, l’imperatore Tito, nell’80 d.C. e i festeggiamenti durarono ben cento giorni. I materiali utilizzati furono il marmo travertino, il tufo e il calcestruzzo.
L’opera è considerata un monumento altamente rappresentativo dell’Italia nel mondo. Com’è noto, prese il nome di Colosseo poiché edificato su un sito dove precedentemente era presente un piccolo lago annesso alla Domus Aurea neroniana e, poco lontana, la ‘colossale’ statua bronzea di Nerone che ritraeva l’imperatore con le fattezze di Elios, dio del Sole. L’esterno si presenta con aperture ad arco incorniciate da un triplice ordine di colonne: al piano terra le colonne sono di ordine tuscanico, una variante dell’ordine dorico, al piano superiore l’ordine è ionico, poi l’ordine corinzio. Esiste anche un altro piano, detto attico, che aveva la funzione di sorreggere un velario di stoffa mobile in grado coprire tutta l’area del Colosseo in giornate in cui le condizioni climatiche non fossero state favorevoli, per offrire agli spettatori il massimo comfort possibile.
Gli spettacoli e la vita nell’anfiteatro
L’imperatore, per ragioni gerarchiche e di sicurezza, assisteva agli spettacoli da un palco privato. Era possibile riempire d’acqua l’intero anfiteatro e farne un avvincente scenario di battaglie navali che entusiasmavano il pubblico non meno dei più noti e cruenti spettacoli in cui campeggiavano eroiche figure di valorosi gladiatori (ma all’interno del monumento si svolgevano anche cacce, esecuzioni capitali e altre attività d’intrattenimento).
L’arena, su cui si svolgevano gli spettacoli, era ricoperta di sabbia così da poter essere assorbire i copiosi rivoli di sangue di uomini e bestie. Esisteva inoltre un mondo ipogeo: emergevano dalle botole, grazie a montacarichi ed ascensori, uomini e belve d’ogni sorta e non mancavano trovate scenografiche in grado di sorprendere un pubblico (tra 50 e 75 mila spettatori complessivi) in preda ad un’incontenibile sentimento di partecipazione. Il Colosseo non fu però soltanto un luogo in cui assistere alle attività proposte ma momento di aggregazione sociale e ricreativo.
Si svolgevano all’interno dell’anfiteatro le più disparate attività: dal consumo di cibi a giochi con i dadi, dalla scrittura alla musica. Le donne usavano utilizzare fusi e aghi in osso per coltivare i loro hobbies e si dedicavano alla cura della persona attraverso spilloni per fermare i capelli e spatole per un make up estemporaneo. Tracce di oggetti legati a tali attività sono state rinvenuti in occasione dei numerosi scavi archeologici nell’area interessata.
Il declino e il riuso del monumento
Ma è nella prima metà del V secolo dopo Cristo, dopo che l’imperatore Valentiniano III aveva disposto l’interruzione dei giochi gladiatori, che l’imponente anfiteatro andò incontro ad un inesorabile declino, divenne luogo di saccheggio e atti vandalici. All’interno del monumento si potevano scorgere covi e rifugi di animali, abitazioni improvvisate al bisogno, botteghe per eseguire lavori artigianali. Divenne inoltre bacino da cui attingere materiali da rimpiegare per non pochi edifici, anche per la vicina Basilica di San Pietro. Sono lontani i fasti d’età imperiale e le atmosfere mondane del popolo romano. Tutto è in preda ad unosquallore che offende il travertino un tempo splendente.
A partire dal Cinquecento il monumento andò incontro ad un processo di cristianizzazione: nel 1750 papa Benedetto XIV, in onore dei martiri della Chiesa, aveva fatto erigere una croce al centro dell’arena. Durante il fascismo ne fu fatto un uso culturale una sola volta: fu rappresentata nel 1938 l’Aida di Giuseppe Verdi di notte, alla presenza di Benito Mussolini. Il Colosseo è il più grande anfiteatro del mondo, inserito nel 1980 dall’Unesco tra i monumenti patrimonio dell’Umanità ed è stato annoverato nel 2007, per iniziativa di un concorso organizzato dalla New Open World Corporation, tra le sette meraviglie del mondo.
Visitare il Colosseo: turismo e percorsi serali
Oggi è possibile ammirarne la pianta ellittica che sfugge continuamente ad uno sguardo d’insieme. Lo sconfinato numero di visitatori ne fanno uno dei siti archeologici più visitati al mondo, al primo posto in Italia con 14.733.395 visitatori e 101.902.884 euro di incassi nel 2024. Dal 13 maggio 2025, inoltre, è possibile immergersi nella magia di un monumento senza tempo nelle ore serali, dalle 20:00 alle 24.00, grazie a percorsi immersivi di grande suggestione.
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