“AICOTUR, crea partnership con associazioni di italo discendenti e di genealogisti e convenzioni con Tour Operator”
Giuseppe Varacalli, figura importante per la valorizzazione del territorio italiano, ha esperienza politica non solo a livello locale, in quanto già sindaco e vice sindaco di Gerace, in Calabria, ma anche a livello europeo quale membro del Comitato Europeo delle Regioni. È l’attuale Presidente del Consiglio Generale di AICOTUR, l’Associazione Italiana Comuni Turismo delle Radici.
Il turismo delle radici è al centro dell’attività di AICOTUR. Quali strumenti di marketing e promozione vengono utilizzati per valorizzare i piccoli borghi e connettere le comunità italiane nel mondo?
“AICOTUR è un’Associazione di comuni italiani, il suo fine è quello di sensibilizzare e dare supporto ai comuni affinché si creino quei servizi indispensabili per lo sviluppo del turismo delle radici, come ad esempio rendere facilmente fruibili gli uffici anagrafe per ricerche storiche, ma anche gli archivi ecclesiastici e le anagrafi catastali. AICOTUR, crea partnership con associazioni di italo discendenti e di genealogisti e convenzioni con Tour Operator. Importante la partecipazione ad eventi fieristici nazionali ed internazionali durante i quali vengono promossi i comuni AICOTUR ed i relativi pacchetti turistici; questo è un lavoro indispensabile affinché le comunità italiane all’estero possano riscoprire le proprie origini, oggi spesso vissute solamente attraverso i racconti che col tempo sbiadiscono, ma anche per garantire ai borghi ed ai piccoli comuni una destagionalizzazione dei flussi turistici che possono diventare fondamentali nella lotta allo spopolamento dei territori”.
In qualità di componente della Rete dei Consiglieri Comunali presso il Comitato Europeo delle Regioni, in che modo le politiche turistiche promosse a livello comunitario possono supportare o influenzare concretamente le iniziative locali come quelle promosse da AICOTUR?
“AICOTUR nasce in primis a seguito della redazione di un parere presentato dal sottoscritto in qualità di Deputato del Comitato Europeo delle Regioni a Bruxelles, parere approvato dall’assemblea dei 27 stati membri all’unanimità con espressa palese soddisfazione di Paesi quali, fra gli altri, Irlanda e Svezia. Oggi nella qualità di Consigliere Comunale presso il CdR in EU ci tengo a portare questa buona pratica a conoscenza ed al servizio di tutta la Rete dei Consiglieri. Lo studio fatto, le best practice europee ed italiane esaminate, il “modello Cleto” che abbiamo inserito nel parere, possono e devono dare il là a tutti i comuni di attivarsi riconoscendo nel Turismo delle Radici un importante volano di sviluppo sociale, economico e culturale”.
Come si possono introdurre temi quali la sostenibilità ecologica e la digitalizzazione in piccole realtà comunali preservandone l’identità culturale originaria?
“Sostenibilità ecologica, digitalizzazione ed identità culturale originaria non vanno in antitesi, anzi, sono da ritenersi elementi indispensabili per lo sviluppo del turismo delle radici. Le tradizioni sono sostenibilità, il buon cibo, la “lentezza” dei piccoli comuni e dei borghi nei quali c’è sempre il tempo per un saluto sincero o per riunirsi tutti attorno ad un fuoco per mangiare insieme. E poi la tecnologia è necessaria perché chi viaggia vuole essere connesso e deve poter lavorare in smart working se vuole”.
Quali sono i percorsi burocratici che i Comuni devono affrontare per accedere ai fondi previsti per il turismo delle radici?
“Ad oggi vi è l’assenza di legislazioni regionali e nazionali che riconoscano dei contributi ai comuni per il turismo delle radici affinché si dotino di quei servizi necessari ad accogliere questo importante segmento di turismo; si auspica pertanto, così come richiesto in un incontro con i rappresentanti della DG in Commissione Europea, che con i fondi comunitari, venga istituito un capitolo ad hoc”.
Torna alle notizie in home