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Economia

Le truffe del Black Friday

Tra furbetti del cartellino e malintenzionati sul web, i consigli di Altroconsumo per difendere i propri diritti

di Giovanni Vasso -


La legge del Black Friday, tra buoni affari, troppi furbetti e, purtroppo, diverse truffe. L’ultimo grande appuntamento con gli sconti prima dell’inizio della stagione dei saldi invernali è passato. Tanti avranno fatto l’affare che speravano. Molti, invece, saranno rimasti delusi. Qualcun altro, forse distratto, avrà comprato giusto per il piacere di farlo ritrovandosi adesso qualche Souvenir d’Italie in più nell’armadio. E ci sarà pure chi avrà scoperto di essere finito spennato da qualche truffatore. Le insidie, come al solito, sono tante. E quando c’è un grande evento, come lo è stato anche l’ultimo Black Friday, i pericoli si moltiplicano.

Quanto vale quest’anno il Black Friday

“Secondo stime di Confcommercio, quest’anno vale circa 5 miliardi di euro. La nostra indagine fra i consumatori dice che in media ognuno spende circa 220 euro, 10% in più dell’anno scorso”, spiega a L’identità Alessandro Sessa, direttore editoriale di Altroconsumo. Cifre che danno il senso della rilevanza di un fenomeno che non è più solo moda ma un preciso appuntamento economico per milioni e milioni di italiani. Non a tutti, però, sarà andata bene. Ci sono tante insidie da affrontare. A cominciare da quelle legate al commercio digitale.

Problemi online, come comportarsi

“Possono esserci diversi problemi: mancata consegna dei prodotti o consegne sbagliate, addebiti doppi o in eccesso”, dice Sessa. Che, in questo caso, consiglia: “Nel primo caso (prodotto sbagliato) il Codice del consumo dà la possibilità di annullare l’ordine chiedendo la sostituzione del prodotto o il rimborso. Nel caso dei pagamenti sbagliati (in eccesso o doppi), si ha diritto a chiedere il rimborso. La via migliore da seguire è quella di rivolgersi alla banca o all’emittente della carta chiedendo lo storno di quanto pagato in più”. Per chi, invece, è finito vittima di un truffatore del Black Friday, la strada da intraprendere è diversa: “Poi ci sono le truffe vere e proprie – racconta Sessa – : siti fasulli che non esistono o non vendono quello che promettono. In questi casi è molto più difficile recuperare il denaro, proprio perché sono irreperibili. Occorre fare denuncia alle autorità, bloccare la carta e chiedere il rimborso all’emittente. Se la banca non concede il rimborso, possiamo rivolgerci all’Arbitro bancario e finanziario”.

Denunciare le truffe

La parola d’ordine, come sempre quando si acquista online, è prudenza: “Molte truffe accadono perché online si sottovalutano delle situazioni a cui invece si fa molto attenzione quando si acquista in negozio fisico. In primis l’identità del soggetto da cui si sta comprando; guardiamo in Homepage se c’è la ragione sociale e l’indirizzo e verifichiamo se a quell’indirizzo c’è veramente qualcuno”. In Ue, a proposito di truffe, qualcosa sembra muoversi nel senso di riferire alle grandi piattaforme online, dove i truffatori si muovono indisturbati tra inserzioni pagate e annunci troppo belli (e convenienti) per essere veri. “La Commissione europea vuole inasprire alcune norme contenuto nel Digital service act proprio nella parte in cui prevede la responsabilità delle piattaforme come siti di ecommerce e social”, spiega Sessa. Che ricorda: “Già ora in realtà esistono regole che attribuiscono queste responsabilità, ma non hanno passaggi chiarissimi e per questo la loro applicazione è difficile. Ben venga un intervento chiarificatore e risolutivo a tutela di chi acquista”.

I furbetti del cartellino

Il Black Friday, però, non è solo digitale. È anche, o forse soprattutto, “fisico”. Come le immagini, spesso virali, provenienti dall’America. Quelle sì estremamente fisiche, della calca asserragliata all’apertura dei negozi. Come quello in cui hai visto quel paio di scarpe o di quell’aggeggio hitech che sogni da tempo. Di cui sai tutto. Come e di cosa è fatta, il prezzo. Non stavi aspettando altro che arrivasse, questo benedetto Black Friday, per comprarle a un costo accessibile. E invece, una volta lì, l’amara sorpresa. Il cartellino riporta un altro prezzo, ben più alto, sul quale è applicato lo sconto che restituisce un costo finale che si rivela comunque superiore a quello preventivato. Non è usuale che accada, non è raro che succeda.

Come far valere i propri diritti

“Esiste una regola entrata in vigore il 1° luglio 2023 che impone a chi fa sconti e promozioni di esporre il doppio prezzo: quello in saldo e quello più basso praticato negli ultimi 30 giorni, la percentuale di sconto e il prezzo finale”, ribadisce Sessa. “Ovvio che l’unico modo per essere certi che il prezzo pieno non sia stato ritoccato ad arte è quello di fare qualche visita al negozio precedenti e tenere d’occhio il prodotto che ci interessa per poi andarlo ad acquistare nei giorni del black Friday o dei saldi”. Cosa fare nel caso in cui ci si trovi proprio di fronte a un caso simile? Non farsi prendere né dal panico né dalla rabbia o dallo sconforto. Ma far valere i propri diritti: “Provare a reclamare con il negoziante, specie se abbiamo prove documentali (per esempio foto scattate al cartellino nei giorni precedenti). Far percepire di essere consapevoli della norma sul doppio prezzo è un modo per non apparire sprovveduti e quindi ottenere ragioni. Se non si riesce – consiglia Sessa – denunciare alla Finanza o alla Polizia locale. Il comportamento scorretto può anche essere segnalato all’autorità Antitrust perché prenda provvedimenti nei confronti del venditore”. Insomma, le leggi ci sono e valgono per tutti. Ed è questa la lezione da imparare nel caso in cui ci si sia imbattuti in una delusione, in un problema, anche in una truffa. Nessuno è solo né di fronte al magma del web e nemmeno davanti alla furbizia di qualche negoziante che ritiene di saperla lunga. La legge è uguale per tutti.


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