L’ondata dell’influenza, più colpiti i bambini
Negli ultimi giorni 817mila nuovi casi di infezioni respiratorie acute, 100mila in più della settimana precedente
L’influenza stagionale in Italia accelera, con i numeri dell’ondata che parlano chiaro e un virus ormai dominato dalla sottovariante K del ceppo A, più colpiti i bambini sotto i 4 anni. Secondo la sorveglianza RespiVirNet dell’Iss dall’8 al 14 dicembre 817mila nuovi casi di infezioni respiratorie acute, 100mila in più della settimana precedente, oltre il 40 % delle infezioni attribuibile a virus influenzali.
Influenza, l’ondata non si ferma
L’incidenza nazionale ha raggiunto 14,7 casi ogni mille assistiti, con Sardegna e Campania ad intensità “molto alta”. La variante K non provoca una malattia più grave, ma ha mutazioni che ne aumentano la trasmissibilità, a rischio perciò tutte le occasioni di socialità dei prossimi giorni.
L’Iss precisa che i vaccini influenzali continuano a proteggere dall’ospedalizzazione anche se non si può ancora quantificare con precisione la loro efficacia verso tutti i sintomi clinici della K. I più colpiti restano i bambini sotto i 4 anni, con incidenza tripla rispetto alla media, la tendenza verso un ulteriore peggioramento nei prossimi giorni.
I sintomi, più colpiti i bambini sotto i 4 anni
I sintomi dominanti sono quelli tipici dell’influenza: febbre alta, tosse, dolori muscolari, mal di gola e affaticamento. Nei soggetti fragili e negli anziani si osservano maggiori rischi di complicanze respiratorie se non si interviene tempestivamente con cure di supporto.
I pediatri segnalano un numero crescente di ricoveri per complicanze nei lattanti e nei bambini piccoli, soprattutto negli ambiti con alta circolazione virale.
Cosa fare
Nonostante la crescita rapida dei contagi, gli esperti ribadiscono che le misure preventive classiche restano efficaci: lavarsi spesso le mani, isolarsi quando si manifestano sintomi influenzali e vaccinarsi anche in ritardo possono aiutare a ridurre la diffusione e a tutelare le fasce più vulnerabili.
In questo quadro, l’ondata influenzale di fine anno mantiene un profilo di alta trasmissione e impatto sulla comunità, ma non mostra finora segnali di maggiore severità rispetto alle stagioni precedenti. La sorveglianza resta alta in vista dei possibili sviluppi nei prossimi giorni.
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