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Esteri

Iran ammette “progressi” nei negoziati con gli Usa e attacca l’Ue

La posizione di Teheran, le accuse a Bruxelles: "Basta ipocrisia"

di Maria Graziosi -


L’Iran ammette “progressi” nei negoziati con gli Usa e poi attacca a viso aperto l’Unione europea tacciando di ipocrisia le parole pronunciate dall’alto rappresentante europeo Kaja Kallas. Sarà un’altra domenica di negoziati e di accuse mentre lo stretto di Hormuz è chiuso ancora dopo essere rimasto aperto soltanto poche ore. Nella speranza che la prossima settimana possa portare, come affermato sabato da Trump, un accordo (che si spera solido) tra le parti in grado di stoppare la guerra.

Iran, i progressi con gli Usa

Il presidente del parlamento di Teheran Ghalibaf ha ammesso, alla tv iraniana, che ci sono stati progressi nei negoziati tra Usa e Iran ma l’accordo, almeno quello definitivo, sarebbe “ancora lontano”. Le parole di Mohammad Bagher Ghalibaf sono chiare: “Siamo ancora lontani dalla conclusione delle discussioni. Abbiamo fatto progressi nei negoziati, ma rimangono molte divergenze e alcuni punti fondamentali sono ancora irrisolti”, ha aggiunto il leader iraniano. Saranno i prossimi giorni forieri di novità?

Teheran accusa l’Ue

A Bruxelles è arrivata la sveglia da parte del portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei. Che ha duramente criticato le dichiarazioni dell’Alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas. Secondo cui Hormuz va lasciato aperto al transito e “gratuito” per tutti. “Basta con questa retorica. La cronica incapacità dell’Europa di far rispettare le norme del diritto internazionale ha trasformato la sua retorica sul diritto internazionale in una palese dimostrazione di ipocrisia”, ha tuonato Baghaei. Il portavoce ha poi detto. “Dopo l’aggressione degli Stati Uniti contro l’Iran dalle loro basi e installazioni militari situate intorno allo Stretto di Hormuz, il passaggio incondizionato attraverso lo Stretto di Hormuz non è più un problema, e gli Stati Uniti sono indubbiamente responsabili di questa situazione”. Insomma, tra Usa e Iran ci saranno stati pure progressi ma la distanza resta ampia.


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