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Attualità

Il primo plenilunio del 2026

di Priscilla Rucco -


Alzate gli occhi al cielo: arriva la Luna del Lupo

Sabato sera lo spettacolo celeste che apre l’anno nuovo. Ecco quando guardarla e perché porta questo nome suggestivo.

C’è qualcosa di romantico e misterioso nel primo plenilunio dell’anno. Forse è il senso di rinnovamento che porta con sé gennaio, o magari è semplicemente la bellezza di un disco argenteo che domina il cielo invernale. Fatto sta che oggi, sabato 3 gennaio, alle 11:03 del mattino, il nostro satellite raggiungerà la fase di Luna Piena. Ma per ammirarla in tutta la sua maestosità dovremo aspettare il tramonto.

Quando alzare lo sguardo

Dimenticate l’orario tecnico dell’astronomo: la Luna Piena del Lupo sarà protagonista dei nostri cieli a partire dalle ore 17 circa. A Roma, Milano e Napoli sorgerà verso le 16:45, mentre chi vive a Bari potrà vederla già alle 16:30. Un po’ di pazienza in più servirà a Cagliari (17:10) e a Udine, dove farà capolino alle 17:25.

La buona notizia? Non serve essere puntualissimi per vederla. Come spiega la NASA, ai nostri occhi la Luna appare completamente piena per circa tre giorni. Questo significa che già daieri, venerdì 2 gennaio, lo spettacolo era godibilissimo. E continuerà fino a domenica sera, regalandoci un lungo weekend all’insegna dell’astronomia romantica.

Il ballo con Giove tra le stelle

Sabato sera, quando il buio avvolgerà l’Italia, la Luna non sarà sola. Al suo fianco brillerà Giove, in quella che gli astronomi chiamano “congiunzione astrale”. I due astri danzeranno insieme nella costellazione dei Gemelli per tutta la notte, prima di tramontare all’alba di domenica, verso le otto del mattino. Un appuntamento da non perdere per chi ama immortalare il cielo.

La luna piena del lupo

Il nome affonda le radici nella tradizione dei nativi americani, in particolare degli Algonchini. Loro credevano che in gennaio i lupi ululassero più spesso del solito. La scienza moderna ha sfatato questo mito: gli etologi hanno dimostrato che i lupi non modificano il loro comportamento vocale in base al mese. Semplicemente, a gennaio il freddo intenso spingeva questi animali ad avvicinarsi ai villaggi in cerca di cibo o riparo, e per questo venivano uditi più frequentemente.

Altre tribù avevano nomi diversi per questo plenilunio: “Luna Fredda”, “Luna del Gelo”, “Luna Dura”, tutti richiami al clima rigido di metà inverno. Gli Assiniboine la chiamavano “Luna Centrale” perché cadeva proprio a metà della stagione fredda.

Un anno ricco di meraviglie

La Luna del Lupo è solo l’anticipo di un 2026 astronomicamente ricchissimo. Il piatto forte arriverà il 12 agosto con un’eclissi solare che in Italia sarà parziale ma spettacolare: al Nord il Sole sarà oscurato per oltre il 90 percento. Nello stesso giorno potremo ammirare le Perseidi, le famose “lacrime di San Lorenzo”, e un allineamento planetario da manuale.

Non mancheranno altre lune piene suggestive: dalla “Luna della Neve” di febbraio alla “Luna della Fragola” di fine maggio, fino alla grande “Superluna di Natale” tra il 24 e il 25 dicembre, la più grande dell’anno.

Per chi ama il cielo, il 2026 si apre con una promessa luminosa.


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