Incendio a Crans-Montana, sotto indagine i gestori del locale: cosa sappiamo finora
L’incendio di Crans-Montana che nella notte di Capodanno ha devastato il disco bar Le Constellation continua a scuotere la Svizzera e l’Europa. A distanza di pochi giorni, la magistratura del Canton Vallese ha aperto un’inchiesta penale che coinvolge i gestori del locale, mentre prosegue il difficile lavoro di identificazione delle vittime. I numeri restano drammatici: almeno 40 morti e oltre cento feriti, molti dei quali giovanissimi.
L’indagine: nessun indagato formale, ma accertamenti in corso
A fare il punto è stata Beatrice Pilloud, procuratrice generale del Canton Vallese. Al momento, ha chiarito, non risultano indagati formali e non è stata ancora contestata alcuna ipotesi di reato. I due proprietari francesi del locale, Jacques e Jessica Moretti, sono stati ascoltati come persone informate sui fatti e restano presunti innocenti.
L’inchiesta, tuttavia, è aperta e mira a verificare eventuali responsabilità legate a omicidio colposo e incendio colposo, qualora le perizie dovessero evidenziare negligenze o violazioni delle norme di sicurezza.
Le verifiche sulla sicurezza del locale
Tra i punti centrali dell’indagine ci sono le misure antincendio e la conformità della struttura. Pilloud ha confermato che all’interno del Le Constellation era presente un’uscita di sicurezza, così come estintori e vie di fuga. Gli inquirenti stanno inoltre analizzando il materiale fonoassorbente installato sul soffitto e il suo ruolo nella propagazione delle fiamme.
Secondo l’ipotesi al momento ritenuta più plausibile, l’incendio sarebbe partito da una candela accesa su una bottiglia di champagne, che avrebbe incendiato il soffitto prima di estendersi rapidamente a tutto il locale. Solo le perizie tecniche, però, potranno chiarire se vi siano state irregolarità.
Le vittime: giovani e di diverse nazionalità
Il bilancio umano resta pesantissimo. Le vittime sono in larga parte ragazzi sotto i 25 anni, frequentatori abituali del locale. La polizia del Vallese ha reso noto che i primi quattro corpi identificati sono di cittadini svizzeri: due ragazze di 21 e 16 anni e due ragazzi di 18 e 16 anni.
Tra i feriti e le vittime figurano persone di numerose nazionalità: svizzeri, francesi, italiani, ma anche cittadini di Serbia, Bosnia-Erzegovina, Belgio, Portogallo, Polonia e Lussemburgo.
L’identificazione delle vittime
Le autorità svizzere, ha spiegato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, stanno convocando le famiglie delle persone disperse e ferite e nuove identificazioni potrebbero arrivare già nelle prossime ore.
L’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha aggiunto che la maggior parte delle procedure di identificazione dovrebbe concludersi tra oggi e domani, anche se per alcuni casi servirà più tempo.
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