Sindaco di Trieste, bufera sul post della Befana. Il caso Dipiazza scuote la politica nazionale
Trieste: Il sindaco pubblica un fotomontaggio della befana con il volto di Elly Schlein e scoppia la polemica.
Il Sindaco di Trieste è al centro di un dibattito politico, dopo che Roberto Dipiazza ha pubblicato sui suoi profili social un fotomontaggio della Befana con il volto di Elly Schlein. Un gesto che, nel giro di poche ore, ha acceso una polemica destinata a lasciare strascichi ben oltre i confini del Friuli-Venezia Giulia.
Un post che diventa un caso nazionale
Il fotomontaggio, accompagnato dalla frase “Tanti auguri Befana”, è stato diffuso nel giorno dell’Epifania. L’immagine, che ritraeva la segretaria del Partito Democratico sovrapposta alla figura tradizionale della Befana, è diventata virale in pochissimo tempo. La reazione politica è stata immediata: il PD ha denunciato un gesto ritenuto sessista, offensivo e incompatibile con il ruolo istituzionale di un primo cittadino.
Il Sindaco di Trieste ha provato a smorzare i toni sostenendo di non aver realizzato personalmente il fotomontaggio e definendo la pubblicazione una “boutade”. Una spiegazione che non ha placato le critiche, soprattutto alla luce di precedenti episodi che avevano già sollevato dubbi sul suo linguaggio nei confronti delle donne.
Le reazioni
Le opposizioni hanno parlato di un comportamento “indegno” per un rappresentante delle istituzioni. Molti utenti hanno ricordato al sindaco che il suo ruolo richiede sobrietà e rispetto, soprattutto quando si tratta di figure politiche avversarie. Anche personalità del mondo dell’informazione hanno espresso indignazione, sottolineando come il gesto contribuisca a un clima di conflittualità verbale che si riflette negativamente sul dibattito pubblico.
Il caso ha assunto rapidamente una dimensione nazionale, trasformandosi in un simbolo del problema più ampio del linguaggio politico aggressivo e della rappresentazione delle donne nella sfera pubblica.
Un sindaco già al centro di polemiche
Non è la prima volta che il Sindaco di Trieste finisce sotto i riflettori per uscite controverse. Solo poche settimane fa, durante una seduta del consiglio comunale, aveva interrotto una consigliera affermando di non essersi “mai fatto comandare da una donna”. Anche quell’episodio aveva suscitato critiche trasversali, alimentando un dibattito sul rispetto istituzionale e sulla cultura politica locale.
Un caso che apre un dibattito più ampio
La vicenda non riguarda soltanto un post infelice. Il gesto riporta al centro dell’attenzione il tema del linguaggio utilizzato dagli amministratori pubblici e il confine tra satira politica e offesa personale. In un momento in cui la comunicazione istituzionale passa sempre più dai social, episodi come questo mostrano quanto sia fragile l’equilibrio tra ironia e mancanza di rispetto. Il caso Dipiazza, dunque, non si esaurisce nella polemica del giorno, diventa un banco di prova per misurare la maturità del discorso politico italiano e la capacità delle istituzioni di mantenere un tono adeguato al ruolo che ricoprono.
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