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Esteri

Proteste in Iran: Washington e Tel Aviv sono pronte a sfruttare l’occasione

Le autorità iraniane si preparano a fronteggiare l'aggressione dall'esterno

di Enzo Ricci -


Monta la protesta in Iran. La tensione è altissima nel Paese e la pressione di Stati Uniti e Israele sta aumentando giorno dopo giorno. Sarebbe di almeno 27 morti il bilancio di sangue degli scontri avvenuti durante le manifestazioni in corso da oltre una settimana, secondo l’organizzazione per i diritti umani Iran Human Rights (IHR) con sede in Norvegia. Per l’ong statunitense Human Rights Activists News Agency, le vittime sarebbero circa 35. Diverse le stime di Teheran: tre le persone uccise, tra cui almeno un agente della sicurezza nella città di Iranshahr.

Pezeshkian ha dato ordini precisi agli agenti

Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha chiesto alle forze di sicurezza di “non intraprendere alcuna azione” contro i manifestanti pacifici, scesi in piazza dal 28 dicembre per protestare contro il carovita, distinguendo tra loro e i “rivoltosi”. A riportarlo è l’agenzia di stampa Mehr, citando il vicepresidente esecutivo Mohammad Jafar Ghaempanah. “Coloro che hanno armi da fuoco, coltelli e machete e attaccano stazioni di polizia e siti militari sono invece da considerare rivoltosi, e bisogna fare una distinzione tra manifestanti e rivoltosi”, ha aggiunto Ghaempanah. Le autorità della Repubblica islamica vogliono evitare di cadere nella “trappola” tesa da Washington.

L’Iran è nel mirino di Usa e Israele

Nei giorni scorsi, il presidente degli Usa Trump ha minacciato un intervento militare americano contro l’Iran, affermando a bordo dell’Air Force One: “Se iniziano a uccidere le persone come hanno fatto in passato, penso che saranno colpiti duramente dagli Stati Uniti”. Netanyahu ha invece espresso il sostegno dello Stato ebraico a quelle che ha definito le giuste aspirazioni di libertà del popolo iraniano.

Stando a quanto risulta all’Adnkronos, numerosi velivoli della United States Air Force, inclusi aerei da trasporto pesante C-5 e C-17, sarebbero decollati sia dagli Stati Uniti che da una base americana nel Regno Unito, dirigendosi verso il Medio Oriente. L’impiego di aerei di questo tipo, anticipa spesso l’escalation militare o la preparazione di operazioni su vasta scala.

“Tutti i centri e le forze americane nella regione saranno per noi obiettivi legittimi in caso di qualsiasi azione”, ha avvertito il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf.

La situazione a Gaza

Il fuoco cova sotto la cenere a Gaza. Una delegazione di Hamas si recherà la prossima settimana al Cairo per proseguire i colloqui sulla seconda fase dell’accordo di cessate il fuoco. Le discussioni dovrebbero concentrarsi in particolare sulla composizione di un comitato di tecnocrati per l’amministrazione dell’enclave palestinese, nel tentativo di fare passi in avanti.


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