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Politica

La ridicola posizione del Movimento 5 Stelle sull’Iran

di Giuseppe Ariola -


Il voto sulle risoluzioni unitarie dedicate all’Iran ha rappresentato uno di quei rari momenti in cui il Parlamento italiano, con l’eccezione del Movimento 5 Stelle, è riuscito a esprimere una posizione condivisa su un tema di politica estera e diritti umani. Le forze politiche hanno approvato testi che condannano la repressione del regime di Teheran, l’uso sistematico della pena di morte e le violazioni dei diritti fondamentali. E che sollecitano il governo a iniziative diplomatiche utili a fermare un vero e proprio massacro. Tutti d’accordo tranne il Movimento 5 Stelle che si è sfilato. Una scelta che ha colpito non tanto per il dissenso in sé, quanto per il contesto e per le motivazioni addotte, giudicate da molti deboli, contraddittorie e difficilmente difendibili. In una sola parola, ridicole. Il testo approvato non conteneva alcun riferimento a interventi militari. Si limitava a riaffermare principi basilari: la condanna della violenza di Stato in Iran, la solidarietà alle vittime della repressione, il sostegno a iniziative diplomatiche in sede internazionale.

La strategia di distinguersi a tutti i costi

Ma oramai ci siamo abituati, in particolare quando si tratta di politica estera, per i 5 Stelle è sempre tutto troppo. O troppo poco. La cosa importante, in tutti i casi, è riuscire in un qualche modo a distinguersi, anche a costo di assumere posizioni ambigue e poco comprensibili. Anche – o forse soprattutto – dai propri alleati. La scelta dei pentastellati è stata giustamente accompagnata da un coro di critiche. E ha creato imbarazzo tra le altre forze di opposizione che hanno giustamente cercato un’intesa con la maggioranza per mostrare compattezza sui diritti umani. Eppure, appena dopo aver fatto mancare il proprio sostegno sulla crisi iraniana esponenti pentastellati sono scesi in piazza, fianco a fianco con chi quei documenti li ha votati, a sostegno delle donne e degli oppositori del regime di Teheran.

Il doppio binario dei pentastellati

Un doppio binario difficile da spiegare: solidarietà simbolica nelle piazze, ma nessuna assunzione di responsabilità nei luoghi istituzionali dove quella solidarietà può tradursi in atti politici. E, anzi, dalla manifestazione Giuseppe Conte ha perso l’occasione di glissare ed è tornato sull’accaduto rivendicando la scelta parlamentare. Ovviamente provando a scaricare la responsabilità sugli altri. Nulla di nuovo sotto al sole. Semplicemente contraddizioni evidenti camuffate dietro motivazioni insensate che risultano comiche. E pensare che Beppe Grillo non è più sulla scena. Almeno lui il comico lo fa di mestiere. Senza di lui e dopo aver attraversato una fase importante di governo, il Movimento avrebbe dovuto raggiungere da tempo una certa maturità istituzionale.

Il Movimento 5 Stelle sull’Iran ha dimostrato tutta la sua ambiguità

Eppure, episodi come questo raccontano l’opposto: disegnano un partito ancora prigioniero di ambiguità, incapace di scelte nette e sempre più isolato proprio quando servirebbero chiarezza e, soprattutto, unità. Un isolamento cercato, cavalcato e addirittura rivendicato. La vicenda delle risoluzioni sull’Iran è l’ennesima dimostrazione di una linea politica incerta, che rischia di trasformare la comicità originaria in irrilevanza politica permanente. In una mancanza di credibilità che giorno dopo giorno si traduce in una scarsa affidabilità. Perché l’esigenza di distinguersi a tutti i costi alla lunga non può che risultare ridicola.


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