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Economia

Fmi, la foto della crescita: allegro ma non troppo

Le stime per l'Italia: andamento lento. Tra Usa e Cina spunta l'India

di Maria Graziosi -


L’Fmi e la crescita sta diventando un miraggio, un po’ come si diceva della rivoluzione negli anni ’70: oggi no, domani forse, dopodomani sicuramente. Ecco, va così anche per le previsioni sulla crescita economica mondiale. Ieri il World Economic Outlook del Fondo monetario internazionale ha fotografato una situazione di andamento lento. Almeno per l’Occidente. Pesano i dazi, i timori di un’ulteriore infiammata delle tensioni geopolitiche. E i numeri, anche per il 2026, si rimpiccioliscono.

Fmi, i numeri della crescita globale

Se tutto andrà bene, dicono gli analisti di Washington, il Pil globale crescerà del 3,3%. Bene, ma non benissimo. Perché vuol dire che le economie in crescita saranno sempre le solite. Quelle, cioè, capitanate dalla Cina che ambiscono a recuperare il gap nei confronti di un Occidente che non brilla granché. E che si appende, con le unghie e con i denti, al sogno (o incubo?) dell’intelligenza artificiale. Per il Fmi, l’Ai sarà un affare capace, da sola, di aumentare da sola il prodotto interno lordo globale dello 0,3%. Si tratta di una massa indefinibile, a meno di voler giocare con i numeri più alti, di denaro.

Il caso Ai

Che, per lo più, sarà iniettata, in dosi più che massicce, nei mercati finanziari. Tanti investimenti, tantissime sovvenzioni a decine e decine di startup. Sperando di trovare l’unicorno capace di dominare il mercato di domani. Mentre gli Stati, e non solo loro, temono (gravi) ripercussioni in materia di occupazione. Ne varrà la pena? Il mercato, anzi le Borse, seguono l’esortazione del Magnifico: “chi vuol esser lieto sia, del doman non v’è certezza”. Sperando che, domani, non ci ritroveremmo a chiederci se ne sarà valsa davvero la pena, Il guaio, però, è ancora un altro. Già, perché nel 2027 il Pil globale crescerà anche di meno. Non tanto, per carità. Ma è significativa la previsione secondo cui, per il 2027, la crescita attesa non sarà superiore al 3,2%.

L’Italia andamento lento

Per quanto riguarda l’Italia, la situazione è tutta dentro i numeri. Archiviato un 2025 che poteva andare decisamente peggio (+0,5%), la crescita ci sarà, sarà anche più robusta di quella dell’anno passato, ma non sarà così imponente come ci si sarebbe potuti attendere. Detta con le cifre, per il Fondo monetario internazionale, il pil del nostro Paese salirà, nel 2026, dello 0,7%. Ci si attendeva una crescita migliore, pari allo 0,8%. Contestualmente, la crescita per il 2027 è attesa nella stessa misura: +0,7%. In aumento di un decimale. In pratica, quello che “balla” tra un anno e l’altro.

Europa: corre la Spagna

Che, però, può fare tutta la differenza del mondo. L’area euro, nella sua interezza, vedrà aumentare il suo Pil dell’1,3% quest’anno e dell’1,4% il prossimo. Ci si attende tanto dalla Germania: l’Fmi aumenta le stime di crescita di due decimi portandole addirittura a +1,1% per quest’anno. Che, poi, sarà seguito da un ancora migliore 2027: +1,7%. Se va bene Berlino, spinta come sarà (o almeno si attendono a Washington) dai proclami di herr Merz e dai suoi investimenti in materia di riarmo, ci andiamo bene noi. E pure la Francia: +1% quest’anno e +1,2% nel 2027. Chi corre davvero, in Europa, sarà ancora una volta la Spagna. Madrid, intanto, brinderà a una crescita del 2,3% nel 2026 che, però, si ridimensionerà (+1,9%) nel 2027. Infine, fuori dall’euro e dall’Ue, c’è il Regno Unito che si prepara a una piccola ma decisiva riscossa. Gli analisti del Fondo monetario internazionale si aspettano, nel 2026, una crescita dell’1.3% che sarà bissata (+1,5%) dal risultato atteso nel 2027. Più modesto il risultato del Giappone che, come l’Italia, vedrà crescere il proprio Pil dello 0,7% quest’anno. Ma che accuserà una flessione nella crescita prevista per il 2027: +0,6%.

Tra America e Cina spunta l’India

E le potenze, vere, del mondo? Il Pil a Pechino nel 2026 crescerà del 4,5%, a Washington del 2,4%. La differenza sta nel fatto che il Fmi ha limato le aspettative per l’economia cinese (-0,2%) e rafforzato quelle americane (+0,3%). Sia la Cina che gli Usa dovrebbero crescere meno nel 2027. Il Dragone non andrebbe oltre il 4%, l’Aquila avanzerebbe solo del 2%. Tutto questo mentre l’India sprinta e mette a segno un’ottima performance. Convincendo gli analisti ad alzare le aspettative di 0,2 punti per quest’anno, fissando l’asticella al +6,4%, valore che resta confermato anche per il 2027.


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