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Cronaca

Delitto di Garlasco, occhi puntati sui pc di Alberto Stasi e Chiara Poggi

di Lino Sasso -


A poco più di un anno dalla riapertura delle indagini su Andrea Sempio, la Procura di Pavia si prepara a valutare una nuova richiesta destinata a riaccendere il confronto investigativo sul delitto di Chiara Poggi. I legali del 37enne, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, hanno notificato alle parti un’istanza per chiedere alla gip Daniela Garlaschelli un incidente probatorio sulle copie forensi di due computer mai messi a disposizione della difesa: il pc di Alberto Stasi e quello della vittima. L’obiettivo dichiarato è consentire verifiche tecniche indipendenti sui dispositivi informatici, ritenuti centrali nelle nuove indagini che vedono Sempio nuovamente indagato dopo l’archiviazione del 2017.

La consulenza di parte dei Poggi sul pc di Stasi

Nei giorni scorsi, i legali della famiglia Poggi hanno reso noto l’esito di una consulenza informatica effettuata sul computer di Stasi. Secondo tale analisi, la sera precedente al delitto Chiara Poggi avrebbe effettuato un accesso a una cartella contenente file pornografici archiviati sul pc del fidanzato, durante una sua breve assenza dall’abitazione. Un elemento che, secondo la parte civile, potrebbe essere collegato al movente dell’omicidio. La difesa di Stasi, però, contesta questa ricostruzione. Gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis hanno ribadito che i primi accertamenti non confermerebbero quanto sostenuto dalla consulenza dei Poggi e hanno annunciato l’intenzione di estendere l’analisi forense anche al computer di Chiara Poggi, ritenuto più rilevante nel contesto delle nuove indagini.

Oltre che su quello di Alberto Stasi chiesti accertamenti anche sul pc di Chiara

Al centro del dibattito investigativo resta dunque il contenuto informatico dei dispositivi: il pc di Alberto Stasi, già più volte analizzato negli anni, e quello della vittima, sul quale si ipotizza che possa essere stato visionato un video intimo della coppia da parte di Sempio. Un’ipotesi che, tuttavia, gli stessi legali della famiglia Poggi avevano già escluso, precisando che dalle loro verifiche non emergerebbe alcun accesso da parte di terzi. Con la richiesta di incidente probatorio su entrambi i computer, la difesa di Sempio punta a cristallizzare accertamenti tecnici. Il tentativo è far emergere nuovi elementi sul possibile movente di Stasi, il che alleggerirebbe la posizione del nuovo indagato. Spetterà ora alla gip di Pavia decidere se accogliere l’istanza, in un’indagine che, a oltre 18 anni dal delitto di Garlasco, continua a produrre nuovi sviluppi e contrapposte letture giudiziarie.


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