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Politica

Crac Ifil, nuova richiesta di condanna per Piero De Luca

di Lino Sasso -


La Procura generale di Salerno ha chiesto una condanna a due anni di reclusione per Piero De Luca, deputato e attuale segretario regionale del Partito Democratico in Campania. La richiesta è stata avanzata nel processo di appello sul crac della società di consulenza immobiliare IFIL, davanti al collegio della Corte d’Appello di Salerno. Nel primo grado di giudizio, Piero De Luca era stato assolto dall’accusa di concorso in bancarotta “perché il fatto non costituisce reato”. Anche in quella occasione la Procura salernitana aveva avanzato una richiesta di condanna a due anni, poi respinta dai giudici. L’imputato è difeso dall’avvocato Andrea Castaldo.

Le accuse e i viaggi in Lussemburgo

Il procedimento giudiziario riguarda il fallimento della IFIL e, in particolare, una presunta partecipazione dell’esponente dem alla bancarotta della società. Secondo l’accusa, il coinvolgimento di De Luca sarebbe emerso da alcuni biglietti aerei per il Lussemburgo. Paese nel quale il deputato aveva lavorato prima dell’elezione in Parlamento. La Procura aveva ritenuto quei viaggi un possibile elemento indiziario di un ruolo nella gestione o nelle attività della società poi fallita. Nel processo di primo grado, però, i giudici avevano escluso che tali elementi fossero sufficienti a configurare una responsabilità penale. Da qui la pronuncia di piena assoluzione. Una decisione che ora viene rimessa in discussione nel giudizio di appello, dove il procuratore generale ha ribadito la richiesta di condanna.

Crac IFIL: un caso sia giudiziario che politico per Piero De Luca

Il caso del crac di IFIL che vede indagato Piero De Luca IFIL continua dunque a rappresentare un nodo sia giudiziario che politico di rilievo. Anche per il ruolo pubblico dell’imputato, figlio dell’ex governatore campano ed ex sindaco di Salerno Vincenzo De Luca. L’esito del processo di appello sarà determinante per chiarire definitivamente la posizione del parlamentare rispetto alle accuse di concorso in bancarotta. La difesa, da parte sua, resta fiduciosa nella conferma dell’assoluzione. Ritiene, infatti, che gli elementi contestati siano già stati valutati e superati nel primo grado di giudizio. La Corte d’Appello di Salerno è ora chiamata a pronunciarsi in una vicenda che continua ad attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e del mondo politico regionale e nazionale.


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