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Dossier Ai

Guai in vista per Grok, l’Ue ora apre un’indagine

Dal deepfake agli abusi sui minori, Bruxelles a valanga: "Nessuno guadagnerà violando i diritti delle persone"

di Maria Graziosi -


Guai in vista per Grok, l’intelligenza artificiale cara a Elon Musk: la Commissione Ue ha aperto un’indagine. E ci andrà giù durissima. Perché per Bruxelles è, adesso, una questione di principio. “Nessuna azienda guadagnerà denaro violando i nostri diritti fondamentali”, ha tuonato il portavoce dell’esecutivo Ue Thomas Regnier. Al centro dell’indagine ci sono i deepfake sessuali, ci sarebbe pure il materiale pedopornografico rintracciato sulla piattaforma. E, prima ancora, una valanga di antisemitismo. C’è davvero tanto, troppo. E, per di più, in un momento storico che non è per nulla favorevole alle Big Tech americane, tutte al fianco di Donald Trump, nei rapporti con la Vecchia Europa.

Grok, l’inchiesta Ue nel momento peggiore

Regnier ha usato parole pesanti. Di quelle da cui non si torna poi indietro con tanta facilità: “Oggi la Commissione europea apre un’indagine su Grok ai sensi del Digital Services Act perché riteniamo che X possa aver violato il Dsa, come abbiamo visto nelle ultime settimane e mesi, con contenuti antisemiti. Abbiamo visto deepfake non consensuali di donne e abbiamo visto materiale di abusi sessuali su minori in Europa. Nessuna azienda guadagnerà denaro violando i nostri diritti fondamentali”. E dunque: “Qualcuno sosterrà che X ha limitato questo diritto agli abbonati Premium, siamo molto chiari: il materiale di abusi sessuali su minori non è un privilegio Premium, perché tale materiale non ha posto in Europa e dobbiamo proteggere i nostri cittadini da potenziali danni futuri”.

Indagine pure su X

C’è poi la vicenda, più tecnica, del sistema di raccomandazione di X e l’implementazione nel social dell’Ai. Una decisione che è già costata carissima a Meta. Su cui, adesso, i tecnici brusselesi vogliono vederci chiaro. Perché a rischio ci sarebbe, oltre alla tenuta del sistema della concorrenza, eventuali “gravi conseguenze negative per il benessere fisico e mentale” degli utenti. Oltre ai rischi sistemici già ravvisati dalla Commissione su Grok, dalla diffusione di contenuti illegali agli effetti negativi sulla violenza di genere. Insomma, un bel vespaio. X, a quanto pare, avrebbe già iniziato a collaborare. Ma, considerando la posizione da sempre (e oltre Trump) conflittuale tenuta da Musk nei confronti dell’Ue e più in generale delle autorità costituite nei Paesi ospitanti (citofonare al giudice brasiliano de Moraes), tutto può (davvero) succedere. In un momento storico di tensione che non ha precedenti nella storia recente dei rapporti tra le due sponde dell’Oceano Atlantico.


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