L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Attualità

Discipline Stem: grande interesse social ma nell’occupazione (ancora) fuori le donne

un miliardo di visualizzazioni video e oltre 7 milioni di post online ma...

di Dave Hill Cirio -


Negli ultimi dodici mesi il dibattito sulle discipline Stem in Italia ha generato quasi un miliardo di visualizzazioni video e oltre 7 milioni di post online ma l’occupazione non è (ancora) per le donne.

Positivo il sentiment in larga parte del pubblico per le discipline incentrate su scienza, tecnologia, ingegneria e matematica. Tra i contenuti più citati, lavoro, formazione e innovazione. Crescente, poi, il ruolo della discussione sulle donne nelle Stem, che pesa per oltre il 7 % dei post e quasi il 14 % delle interazioni sociali legate all’argomento.

Grande interesse digitale per le discipline Stem

Un interesse digitale che indica la consapevolezza dell’importanza delle discipline tecnologiche, ma la realtà dell’occupazione femminile in Italia racconta un quadro molto meno entusiasmante. Indipendentemente dal rumore online, le donne continuano a essere fortemente sottorappresentate nei percorsi formativi e nel mercato del lavoro legato alle Stem. Un possibile freno concreto alla crescita del Paese.

Secondo i dati più recenti, in Italia solo una minoranza degli studenti dei percorsi Stem è composta da donne, in molte aree come informatica e Ict la percentuale scende in modo significativo rispetto agli uomini. L’istruzione tecnica e tecnologica è spesso vista come un settore poco attrattivo per le studentesse, nonostante le prospettive di lavoro e il fabbisogno di competenze in aumento. Di conseguenza, una presenza femminile decisamente bassa nel mondo professionale scientifico-tecnologico, con percentuali lontane da una reale parità.

La difficile transizione dall’istruzione al lavoro

Il problema, non solo nel percorso di studi, ma anche nella transizione dall’istruzione al lavoro. In molte discipline Stem le donne che si laureano tendono a incontrare maggiori difficoltà nel trovare un’occupazione stabile nello stesso settore rispetto ai colleghi maschi. E quando vi riescono si scontrano con gravi divari salariali e limitate opportunità di carriera. Una duplice barriera — educativa e lavorativa —: il semplice aumento di visibilità online dei temi non si traduce automaticamente in un reale avanzamento professionale femminile.

Un fenomeno con radici profonde. A livello europeo, ricerche e piani di azione evidenziano le donne come parte minoritaria dei laureati e dei professionisti in tecnologie digitali e Stem: solo una donna su cinque nel ruolo di specialista Ict. In Italia , uguale tendenza, con una percentuale di donne tra gli studenti Stem inferiore rispetto ai maschi, nonostante per alcuni anni il dato delle laureate in discipline scientifiche più ampie sia sembrato più alto.

Un divario rischioso per l’economia

Un divario con effetti strutturali sull’economia. Nel mercato del lavoro, richiesti profili specialistici con competenze elevate, proprio quelli che mancano in numero sufficiente. Se le donne non entrano pienamente in questi settori, il Paese perde una parte significativa di capitale umano qualificato. Il risultato, doppio. Da un lato le aziende faticano a trovare talenti, dall’altro una penalizzazione della crescita economica complessiva.

In questa disparità cause non univoche. Intervengono fattori culturali, stereotipi di genere che influenzano le scelte educative già nelle scuole secondarie. E carenti servizi di orientamento mirato. A livello lavorativo, le difficoltà ad accedere a contratti stabili e ruoli di primo piano contribuiscono a far percepire le Stem come un campo “meno accogliente” per le donne.

Il lavoro delle donne sotto la media Ue

Inoltre l’Italia, pur registrando progressi su alcune metriche generali di istruzione femminile, presenta tassi di occupazione femminile nel complesso inferiori rispetto a quelli maschili e rispetto alla media europea. Dati che si riflettono anche nelle professioni ad alta specializzazione, dove la presenza femminile rimane significativamente più bassa.

Se il dibattito social attorno alle Stem ha raggiunto numeri impressionanti e un forte coinvolgimento dei cittadini, quindi, la distanza tra conversazione e realtà occupazionale femminile resta ampia. Il rischio è che, senza politiche strutturali e interventi mirati che superino la semplice visibilità social, l’Italia rischi di rimanere intrappolata in un circolo in cui l’interesse cresce, ma le opportunità concrete per le donne nei campi dell’innovazione tecnologica faticano ad aumentare.

Un gap per ora incolmabile

Per superare queste criticità, servono misure che agiscano lungo tutto il percorso educativo e professionale. Dall’orientamento scolastico precoce alla promozione di modelli femminili di riferimento, fino a incentivi reali per l’ingresso e la permanenza delle donne in ruoli tecnici e di leadership. Senza affrontare questa sfida il grande potenziale espresso dalla conversazione digitale rischia di restare un fenomeno simbolico. E la realtà occupazionale femminile nei settori chiave dell’economia digitale di continuare a nutrire un gap persistente e difficile da colmare.


Torna alle notizie in home