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Politica

Dal referendum alle elezioni politiche del 2027. E’ campagna elettorale permanente

di Giuseppe Ariola -


Alle elezioni politiche del 2027 manca più di un anno e mezzo. Eppure la sensazione è quella che ci sia chi ha già iniziato a lavorare in vista dell’apertura delle urne. Forse per la forte contrapposizione politica che accompagna l’attuale legislatura che, complice anche una congiuntura internazionale estremamente complessa, si è contraddistinta per i toni decisamente forti. Probabilmente, anche il clima di scontro che fa da cornice alla campagna referendaria sulla riforma della giustizia contribuisce ad alimentare la percezione che la competizione tra partiti e coalizioni sia già partita. E, di certo, comunque andrà il referendum ci sarà chi cavalcherà la vittoria e chi sarà additato come sconfitto. Ipotizzare, quindi, che sull’onda lunga del risultato della consultazione popolare si avvii una fase politica che abbia nel mirino le elezioni politiche del 2027 è tutt’altro che peregrino.

I movimenti a destra

A dare sostanza a questa ipotesi ci sono anche alcuni movimenti avvenuti nel centrodestra proprio negli ultimi giorni. A partire dalla registrazione da parte di Roberto Vannacci di un proprio simbolo. Non un partito, ha chiarito il generale, solamente un marchio. Certamente qualcosa che a tempo debito potrebbe a pieno titolo trovarsi su una scheda elettorale. C’è infatti chi scommette che questo sia solo il preambolo all’ufficializzazione di un movimento guidato dal generale. Un partito che di certo rosicchierebbe qualcosa alla Lega e alla stessa Fratelli d’Italia che però guadagnerebbero una maggiore istituzionalizzazione dalla nascita di un movimento collocato alla destra della coalizione che potrebbe intercettare il sentiment post fascista. Ma attenzione, perché dall’area vannacciana della Lega si affretta a chiarire che il tricolore presente nel simbolo di Futuro nazionale non rappresenta una fiamma stilizzata, ma due ali e un’onda. Poco male per i nostalgici non privi di fantasia.

Già si lavora alle elezioni politiche del 2027

Sull’altro versante del centrodestra, quello che guarda all’area moderata, si assiste invece al sempre più intenso ammiccamento tra Forza Italia e Azione. Riuscirà Carlo Calenda ad avere successo dove Matteo Renzi ha fallito? Un grande interrogativo che conferisce un nuovo protagonismo all’area centrista. Anche nel solco della battaglia referendaria che vede Azione schieratasi ufficialmente per il Sì. Chissà che uno dei raggruppamenti che si presenteranno alle elezioni politiche del 2027 non finisca per essere composto proprio da quei partiti che si sono schierati e impegnati apertamente a favore della separazione delle carriere. Quel che appare certo è che, sebbene sia in una fase embrionale, il lavoro in tal senso è già iniziato.


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