Intervista a Roberto Minerdo, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Tutela del Mare
Roberto Minerdo è Presidente dell’Osservatorio Nazionale Tutela del Mare, ente terzo e indipendente che si pone l’obiettivo di valorizzare la risorsa Mare quale asset strategico dell’architettura economico sociale del Paese, ponendo la propria attenzione tanto a questioni socio-economico e ambientali, quanto a tematiche più ampie, geopolitiche, geostrategiche e geoeconomiche.
Presidente Minerdo, il mar Mediterraneo è anche un tesoro di energia e risorse: come valorizzarlo trovando il giusto equilibrio tra tutela ambientale e rilancio infrastrutturale?
“Il Mediterraneo non è solo uno spazio geografico, ma un ecosistema complesso e una piattaforma strategica globale. Valorizzarlo significa superare la falsa contrapposizione tra sviluppo e tutela. Le infrastrutture portuali, energetiche e logistiche devono diventare alleate dell’ambiente: porti green, nuovi carburanti, monitoraggio delle acque, difesa delle coste e pianificazione marittima. La tutela ambientale non è un freno, ma la condizione per uno sviluppo solido, competitivo e duraturo.
Siamo alla vigilia degli Stati Generali ONTM 2026. Qual è il tema cardine di questa edizione? Che anno è stato e sarà per la vostra realtà?
“Il tema cardine degli Stati Generali ONTM 2026 è il Mediterraneo energetico come pilastro della sicurezza nazionale. Dalla decarbonizzazione ai corridoi energetici blu, dai nuovi carburanti alla portualità e alla logistica marittima, il mare viene affrontato come sistema strategico integrato. Il programma riflette questa visione: navigazione sostenibile, GNL, green ports, digitalizzazione delle infrastrutture energetiche e ruolo dei terminali. Il 2025 è stato un anno di consolidamento e riconoscimento istituzionale per ONTM; il 2026 sarà l’anno della responsabilità e delle proposte operative, con l’obiettivo di portare il mare al centro delle politiche energetiche, industriali e di sicurezza del Paese. Gli Stati Generali si svolgeranno il giorno 11 febbraio alla Sala dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, con la presenza dei Ministri Musumeci e Pichetto Fratin”.
Che ruolo può giocare il Cluster Mare per il Sistema Italia?
“Il Cluster Mare può essere uno strumento decisivo se diventa un vero luogo di sintesi strategica. Il mare genera valore economico, occupazione, innovazione e sicurezza. Mettere a sistema porti, industria, energia, ricerca e istituzioni significa rafforzare la competitività italiana e il suo peso in Europa. ONTM guarda al Cluster come a una piattaforma capace di trasformare le eccellenze del Paese in politiche industriali e ambientali coerenti, coinvolgendo il maggior numero di operatori del Mare”.
Qual è il presente e il futuro dei porti italiani tra transizione energetica e digitalizzazione?
“I porti italiani sono davanti a una trasformazione irreversibile. Il presente è fatto di investimenti importanti ma ancora disomogenei; il futuro passa da porti intelligenti, sostenibili e digitalizzati, capaci di gestire nuovi carburanti, automazione e interconnessione logistica. I porti non sono più solo luoghi di traffico, ma piattaforme energetiche e infrastrutture strategiche per la sicurezza nazionale”.
In queste settimane si è tornati a parlare di Artico dopo gli annunci di Trump. Qual è il suo ruolo per gli interessi strategici nazionali e globali?
“L’Artico è già uno dei principali scacchieri geopolitici globali. Lo scioglimento dei ghiacci apre nuove rotte commerciali, nuove risorse e nuove tensioni. Anche l’Italia, pur non essendo una potenza artica, ha interessi diretti scientifici, industriali ed energetici. Mediterraneo e Artico sono sempre più connessi: ciò che accade a Nord influisce sulle rotte, sui commerci e sugli equilibri globali. Serve una visione europea e multilaterale fondata su cooperazione, sicurezza e sostenibilità. Noi con ONTM abbiamo affrontato il tema Artico da alcuni anni, anche quando i riflettori del Mondo erano ancora spenti sull’argomento”.
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