Monopattini, stop a Firenze per l’azienda Usa
Contro Palazzo Vecchio fa resistenza legale la succursale di un noto marchio californiano
Stop monopattini a Firenze: lo “spirito toscanaccio” dei fiorentini arriva ad ipotizzare il rischio di una dura reazione di Donald Trump. Si esagera, ovviamente, ma il divieto è reale per l’azienda Bird succursale di una nota società californiana.
Firenze taglia i monopattini elettrici. Diventa così la prima città italiana a vietarli in sharing, la misura dal primo aprile 2026 (e non è un Pesce d’Aprile).
La decisione arriva dopo anni di sperimentazione e critiche crescenti. Il Tar della Toscana ha respinto la richiesta di sospensione del provvedimento avanzata da Bird.
Secondo il Comune il nuovo Codice della strada rende difficile garantire sicurezza e controlli. Operatori e utenti reagiscono con perplessità e ricorsi in corso. La battaglia legale non è conclusa, ma il divieto resta confermato.
Perché Firenze dice stop
Il provvedimento nasce da una delibera approvata nel novembre scorso. Palazzo Vecchio, con l’assessore alla mobilità, ha puntato il dito sulle critiche condizioni di circolazione e gestione dei monopattini in sharing.
Il nuovo Codice della strada impone casco obbligatorio per tutti i conducenti, assicurazione RC, contrassegno identificativo simile a mini-targa e limiti di circolazione specifici.
Per Firenze queste regole sono difficili da far rispettare nel modello di noleggio urbano, soprattutto per utenti occasionali. Anche la Polizia Municipale fatica a controllare parcheggi in sosta vietata o pericolosa, guida contromano, uso su marciapiedi e corsie riservate, anche da parte di due utenti sullo stesso mezzo.
Le reazioni di operatori e cittadini
L’azienda Bird – succursale della omonima californiana – ha presentato ricorso al Tar, definendo lo stop “ingiustificato e sproporzionato”. L’istanza cautelare è stata rigettata ma la società prosegue nel merito per far valere la legittimità del proprio servizio.
Operatori del settore e associazioni come Assosharing hanno espresso sorpresa e criticato la decisione, sostenendo che esistevano soluzioni regolatorie alternative allo stop totale.
Tra i cittadini la reazione è mista: c’è chi applaude la scelta per pedoni e sicurezza, e chi vede nel divieto una rinuncia alla micromobilità leggera.
Lo scenario nazionale e i numeri
La mossa di Firenze si inserisce in un contesto europeo più ampio: città come Parigi e Madrid hanno già vietato i monopattini elettrici in sharing per motivi simili di decoro e sicurezza urbana.
In Italia, tra il 2022 e il 2025, il numero di operatori di monopattini in sharing è calato da 92 a 68, con circa 18mila mezzi in meno ma noleggi stabili oltre i 25 milioni all’anno, secondo l’Osservatorio nazionale sulla sharing mobility.
Dati di incidenti stradali del 2024 mostrano che gli utenti di monopattini elettrici risultano coinvolti in oltre 3.700 incidenti con feriti e 23 morti. Una componente non trascurabile nel quadro complessivo degli utenti vulnerabili della strada.
Obbligo casco e Rca: che fine hanno fatto?
Le novità normative hanno introdotto l’obbligo di casco per tutti i conducenti indipendentemente dall’età e la richiesta di assicurazione RC per i monopattini.
Le norme sono state approvate con il Nuovo Codice della Strada (fine 2024), ma l’effettiva entrata in vigore operativa è legata alla pubblicazione dei decreti attuativi e alla creazione della piattaforma telematica, previsti tra il 2025 e l’inizio del 2026.
Nel corso del 2025 (in particolare con il decreto MIT del 13 novembre 2025), sono state definite le regole per il contrassegno identificativo (targa 5×6 cm). Tuttavia, l’obbligo reale di targa e assicurazione scatta con l’operatività della piattaforma online, attesa per la primavera 2026.
Palazzo Vecchio ha più volte evidenziato che nel modello di condivisione questi requisiti in ogni caso risultano difficilmente applicabili, soprattutto per i noleggi brevi e rapidi.
Questo problema pratico, insieme all’uso improprio dei mezzi, è stato uno dei motivi principali della decisione di stop.
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