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Trump e il discorso sullo Stato dell’Unione: “L’età dell’oro Usa”

di Flavia Romani -


Donald Trump ha pronunciato quello che è diventato il discorso sullo Stato dell’Unione più lungo della storia, difendendo per oltre un’ora i suoi successi economici e politici di fronte a Camera e Senato riuniti in seduta plenaria.

Aprendo l’intervento, Trump ha detto: “Dopo appena un anno, posso dire con dignità e orgoglio che ci siamo trasformati e non torneremo dove eravamo prima. Abbiamo avuto una svolta epocale. Il nostro paese è tornato e non tornerà indietro.” 

Discorso al Senato, Trump: “L’età dell’oro”

Al centro della prima parte del discorso c’è stata una lunga difesa delle sue politiche economiche, a partire dai dazi. Criticando la Corte Suprema che li ha bocciati, Trump ha definito quella sentenza una “decisione infelice”. Eha aggiunto che la sua amministrazione andrà avanti con tariffe più complesse che, “comunque, non richiederanno l’approvazione del Congresso.” 

Rivendicando il contributo delle tariffe al rilancio dell’economia, ha sottolineato che continuerà su quella strada. Trump ha insistito sul fatto che “gli Stati Uniti non torneranno indietro”, dicendo che il paese ha vissuto una rinascita sotto la sua guida “America First.”

Nel corso del discorso non sono mancati riferimenti all’immigrazione e ai dati sull’ingresso di stranieri negli Stati Uniti. Trump ha affermato che “Nessun migrante illegale è entrato negli Stati Uniti nell’ultimo anno.” Questa affermazione ha suscitato reazioni contrastanti tra i legislatori presenti.

Solo verso la fine del discorso, durato quasi due ore e record assoluto nella storia dei discorsi presidenziali, Trump ha toccato la politica estera, assicurando che la sua amministrazione “è al lavoro per risolvere la guerra fra la Russia e l’Ucraina.” 

Rivolgendosi poi alla questione iraniana ha detto: “sta sviluppando missili in grado di colpire l’Europa e gli Stati Uniti. Non permetterò mai che abbia il nucleare.” 

Nel finale Trump ha ribadito il suo approccio duro nei confronti di altre crisi globali, mentre il clima all’interno dell’aula ha alternato applausi dei repubblicani a contestazioni da parte dei democratici, con insulti e accuse durante la lunga sessione.


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