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Editoriale

Restituire autonomia al Csm. In campo i magistrati per il Sì

di Adolfo Spezzaferro -


È la disinformazione, oltre alla propaganda ideologizzata, a fare più danni sul fronte del referendum sulla riforma della magistratura. Le ragioni del No delle toghe politicizzate e delle opposizioni si basano sostanzialmente su fake news. Strombazzate in tv, sui giornali antigovernativi e pure sui cartelloni in giro per le città. Così questi signori (si fa per dire) vorrebbero convincere i cittadini che se voteranno Sì sarà la fine della democrazia, dei valori della Costituzione, della giustizia.

Noi nel nostro piccolo da mesi stiamo scrivendo tutti i giorni la verità, sulla riforma e sulle ragioni del Sì. Ora finalmente anche i magistrati per il Sì sono scesi in campo, proprio per fare giustizia. “Non si può capire la riforma costituzionale se non si conosce come funziona il sistema attuale della magistratura. Chi vota No è convinto di difendere la Costituzione e invece difende un sistema profondamente malato. Il sistema è malato perché le correnti hanno occupato l’organo di autogoverno della magistratura, il Csm”. Così si legge nelle “ragioni del Sì di un magistrato” (e non si poteva scrivere meglio). La “grave anomalia del sistema”, spiegano i giudici in campo per il Sì, è che “associazioni private abbiano occupato l’organo che dovrebbe garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura”. Liberiamo i giudici per bene, dunque. Per il bene di tutti.


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